Speciale Iran e Mercati - In attesa dell’incontro fra Libano e Israele

Oggi a Washington (ore 22 italiane) si svolgerà il secondo round negoziale tra gli ambasciatori. Le volontà libanesi sono quelle di prorogare di un mese il cessate il fuoco

Autore: Redazione
Bandiera Iran con aerei militari

Photo by Anton Petrus/Getty Images

Il blocco delle trattative tra Iran e Stati Uniti continua ad alimentare l’incertezza dei mercati, spingendo al rialzo il petrolio. Il Brent è risalito oltre i $100 al barile dopo il sequestro di due imbarcazioni da parte delle forze iraniane.

Il Pentagono riferisce che il segretario della US Navy, John Phelan, si è dimesso con effetto immediato, senza fornire spiegazioni. Secondo alcuni media statunitensi, si sarebbe trattato di un vero e proprio licenziamento da parte del capo del Pentagono.

Oggi a Washington (ore 22 italiane) si svolgerà il secondo incontro negoziale tra gli ambasciatori di Libano e Israele. Le volontà libanesi sono quelle di prorogare di un mese il cessate il fuoco.

Intanto, un alto funzionario del Parlamento iraniano ha dichiarato che Teheran ha ricevuto i primi proventi derivanti dai pedaggi applicati per il passaggio all’interno dello Stretto di Hormuz e depositati presso la Banca Centrale.

Elemento di valutazione dei prossimi giorni resta il raggiungimento del 60esimo giorno di conflitto (il prossimo 1 maggio). La legge americana, prevede che il Presidente richieda l’autorizzazione al Congresso per procedere con eventuali operazioni una volta superata questa soglia. Dopo la scadenza, le opzioni a disposizione per continuare la campagna senza l'autorizzazione del Congresso sono limitate.

Il Congresso, a sua volta, ha comunque l’opzione di approvare in ogni momento l’utilizzo della forza militare. Intanto Trump ha ordinato alle forze americane di distruggere qualsiasi nave stia minando le acque dello Stretto e congiuntamente di triplicare l’operato delle navi dragamine per bonificare l’area.

I tassi sono in leggera risalita dopo il movimento contrario di ieri. Debole l’apertura dei listini statunitensi, così come la performance di quelli europei. Il cambio euro/dollaro torna sotto la soglia dell’1.17, l’oro in area $4725/oz in leggero calo.

 



In questo articolo

Disclaimer

Per informazioni su natura e caratteristiche dei contenuti di Websim.it, si prega di leggere attentamente la sezione Avvertenze.