Speciale Iran e mercati - In arrivo una risposta ufficiale alla proposta di Teheran?
Rispetto alla proposta iraniana sono stati cautamente positivi i commenti del Segretario di Stato Marco Rubio, “migliore rispetto alle aspettative”

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Alla proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz in cambio ella sospensione del blocco navale USA, giunta nel fine settimana, non sono ancora arrivate risposte dalla Casa Bianca. I termini sono ancora oggetto di discussione tra Donald Trump e le massime cariche per la sicurezza nazionale statunitense. Cautamente positivi i commenti del Segretario di Stato Marco Rubio, che ha detto della proposta “migliore rispetto alle aspettative”. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha infine confermato che presto verrà fornita una risposta ufficiale.
Nel frattempo, permane lo stallo nello Stretto di Hormuz, con il conflitto che ha preso sempre più le sembianze di una guerra di attrito. Il tempo non gioca a favore degli Stati Uniti, che puntano sull'indebolimento della Repubblica Islamica interrompendone le attività estrattive una volta che gli stoccaggi saranno pieni. Le stime riferiscono che l'Iran disporrebbe ancora di 12-22 giorni di estrazione prima di essere obbligato a chiudere i pozzi. Guardando agli appuntamenti del mese, il prossimo evento di rilievo sarà il bilaterale tra Trump e Xi Jinping il prossimo 14-15 maggio. Vista la prossimità di questa data appare ad oggi limitata una ripresa delle ostilità, che presenterebbe più rischi che benefici per gli USA.
Inoltre, secondo quanto riportato da Suhail Al Mazrouei, ministro dell’Energia degli Emirati Arabi Uniti, gli stessi lasceranno, il 1° maggio, dopo sessant’anni di adesione, l’OPEC e la sua più ampia alleanza l’OPEC+. Il ministro ha parlato di decisione “presa dopo una revisione molto attenta e approfondita di tutte le nostre strategie perché non avrà un impatto enorme sul mercato, il mercato è, al momento, sottofornito”. L’uscita dall’alleanza permetterà agli Emirati di gestire autonomamente produzione e distribuzione.
In assenza di una soluzione all'orizzonte, in rialzo il tasso del decennale USA, in area 4,36%. Simile la reazione del rendimento del Bund tedesco, ritornato poco al di sotto dei massimi di aprile in area 3,07%. Lieve l'allargamento per lo spread rispetto al decennale italiano, in area 81 punti base. In marcato rialzo sia il petrolio Brent che il WTI, rispettivamente a 111 e 100 dollari al barile, ancora influenzati dallo stallo nello stretto di Hormuz.
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