Speciale Iran e Mercati: il mercato spera nel negoziato di pace

Il petrolio Brent rimane in area 95 dollari al barile, mentre il WTI resta abbondantemente al di sotto dei 90 dollari. Positive le borse: S&P500 +0,8%, listini europei sopra l’1%

Autore: Team Advisory
Bandiera Iran con aerei militari

Photo by Anton Petrus/Getty Images

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Partenza dei mercati oggi molto positiva per la consegna di un piano di cessate il fuoco suddiviso in 15 punti all’Iran, che sembra dare maggiore concretezza alla possibilità di un accordo. La proposta è stata consegnata dal Pakistan; per il momento è confermato il ruolo di Islamabad come intermediario. 
La proposta prevede innanzitutto l’attuazione di un cessate il fuoco della durata di un mese, quale misura iniziale per favorire una de-escalation delle tensioni. In tale contesto, si richiede il completo smantellamento delle capacità nucleari sviluppate dall’Iran, accompagnato da un impegno formale e vincolante a non perseguire in alcun modo il possesso di armi nucleari. A tal fine, l’Iran dovrebbe interrompere ogni attività di arricchimento di materiale nucleare sul proprio territorio e trasferire quello già arricchito all’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), secondo un calendario previamente concordato. Parallelamente, è prevista la disattivazione e la distruzione degli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow, nonché la concessione all’AIEA di un accesso completo e senza restrizioni a tutte le informazioni rilevanti all’interno del Paese. Sul piano regionale, si richiede inoltre che l’Iran abbandoni la propria strategia basata sul ricorso ad attori proxy, ponendo fine in modo effettivo al loro finanziamento e al supporto militare. In ambito marittimo, viene sottolineata la necessità di garantire il mantenimento dello Stretto di Hormuz come via di navigazione aperta e libera. La questione del programma missilistico iraniano verrebbe affrontata in una fase successiva, con l’introduzione di limiti sia in termini quantitativi sia di gittata, mentre le capacità militari del Paese dovrebbero essere ricondotte a finalità esclusivamente difensive. In cambio di tali impegni, è prevista la revoca completa di tutte le sanzioni attualmente in vigore nei confronti dell’Iran, insieme al sostegno allo sviluppo di un programma nucleare civile presso Bushehr, finalizzato alla produzione di energia elettrica. Infine, si propone l’abolizione del meccanismo di “snapback”, che consente la reintroduzione automatica delle sanzioni.

Le posizioni dell'Iran

La proposta è stata, tuttavia, bocciata dalle autorità iraniane. L’attenzione di Teheran è rivolta principalmente ai fatti piuttosto che alle dichiarazioni: il dispiegamento di migliaia di marines e di mezzi anfibi getta ombre sulle reali intenzioni degli Stati Uniti, e l’Iran mantiene pertanto un atteggiamento guardingo.
Secondo l’agenzia semi-ufficiale iraniana Fars, i leader rifiutano il cessate il fuoco, ritenendo la richiesta illogica. A loro avviso, le condizioni per una tregua non sono ancora mature. Inoltre, sempre secondo questa fonte, gli Stati Uniti starebbero cercando di aumentare la pressione per raggiungere un cessate il fuoco nel più breve tempo possibile. Fars aggiunge che l’obiettivo dichiarato sarebbe quello di porre fine completamente al conflitto, e non limitarsi a una soluzione temporanea. A seguito di tali dichiarazioni, le autorità iraniane hanno ribadito che Teheran intende determinare autonomamente i tempi per la conclusione della guerra, giudicando il piano proposto eccessivo. Sono state inoltre poste alcune condizioni: la cessazione degli attacchi militari, la garanzia di non subirne ulteriori, il risarcimento dei danni di guerra e il pieno controllo sullo Stretto di Hormuz.

La volontà di dialogo convince i mercati 

Il petrolio Brent rimane in area 95 dollari al barile, mentre il WTI resta abbondantemente al di sotto dei 90 dollari al barile. Positive le borse: apertura in verde per l’S&P, listini europei abbondantemente sopra l’1%, con il FTSE MIB in area +1,5%. Ancora solido, quindi, il rimbalzo dei metalli preziosi, con l’oro in area 4.600 dollari l’oncia. Reazione positiva dall’obbligazionario, soprattutto europeo, maggiormente esposto a possibili shock energetici: il decennale Bund torna sotto il 3%, lo spread BTP-Bund scende sotto i 90 punti base. Non scende, invece, la pressione sul dollaro: il cambio rimane sotto 1,16, poco mosso.

 



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