Speciale Iran e Mercati - Il cessate il fuoco resta appeso a un filo
Lo stallo nei negoziati resta il principale fattore di rischio, con le due parti che si rifiutano di incontrarsi formalmente. Il quadro rimane fragile.

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Si è diffusa una certa cautela dopo gli attacchi reciproci di ieri fra Usa e Iran. Diverse navi mercantili hanno segnalato esplosioni e incendi, mentre Washington ha dichiarato di aver distrutto sei imbarcazioni militari iraniane.
Un porto petrolifero negli Emirati Arabi Uniti è stato colpito dai droni, con un incendio sviluppatosi presso l'impianto di Fujairah.
Sul fronte diplomatico, il "Project Freedom", l'iniziativa lanciata da Trump per riaprire il transito delle navi nello Stretto di Hormuz, continua a suscitare versioni contrapposte. Il colosso danese Maersk ha annunciato che una sua nave ha attraversato con successo il canale sotto scorta statunitense, ma Teheran smentisce categoricamente. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha scritto: "Project Freedom è un progetto morto".
Lo stallo nei negoziati resta il principale fattore di rischio, con le due parti che si rifiutano di incontrarsi formalmente. Il quadro rimane fragile.
Il FMI ha avvertito che un protrarsi del conflitto fino al 2027, con il petrolio stabilmente intorno a 125 dollari al barile, configurerebbe uno scenario macroeconomico significativamente più avverso per l'economia globale.
Sul fronte energetico, il petrolio corregge dopo i recenti massimi: il Brent tratta intorno a 113-114 dollari al barile, in storno rispetto al picco di 126 dollari.
Il WTI si attesta intorno a 104 dollari. Il cambio EUR/USD è in leggero indebolimento sotto quota 1,17.
L'oro si conferma in area 4.550 dollari l'oncia.
Lo spread BTP/Bund resta contenuto intorno agli 83 punti base, con il rendimento del decennale italiano in calo al 3,92%.
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