Speciale Iran e Mercati - I toni in Medio Oriente si scaldano di nuovo

L’esercito degli Stati Uniti ha ampliato la portata del blocco navale contro i traffici diretti in Iran, includendo anche merci di contrabbando come munizioni e armi.

Autore: Redazione
Città e bandiere iraniane

Photo by Sir Francis Canker Photography/Getty Images

Nonostante il mercato continui ad avvertire segnali di pace, non c'è stata ancora alcuna conferma ufficiale sugli incontri tra le due delegazioni degli Stati Uniti e dell'Iran. Al contrario, i toni si sono nuovamente accesi.

L’esercito degli Stati Uniti ha ampliato la portata del blocco navale contro i traffici diretti in Iran, includendo anche merci di contrabbando come munizioni e armi. Le navi sospettate di trasportare carichi illegali verso l’Iran sono soggette al "diritto bellico di visita e ispezione" e al sequestro.

Pete Hegseth, Segretario della difesa statunitense, ha affermato come l’esercito americano sia pronto a riprendere i combattimenti nel caso in cui l’Iran non accetti le condizioni di Washington e ha aggiunto che, in assenza di una flotta navale, Teheran non può affermare di avere il controllo dello Stretto di Hormuz. Il generale Caine ha ribadito la possibilità di una ripresa del conflitto nel caso in cui non si raggiunga un accordo.

Secondo l’agenzia Tasnim, l’Iran ha invitato gli Stati Uniti ad abbassare le richieste, ritenendole eccessive.

Nel frattempo, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha messo in guardia l’Europa, dichiarando che il Vecchio Continente disporrebbe di sole sei settimane di scorte di cherosene, il carburante utilizzato per l’aviazione.

Sul fronte dei mercati, il petrolio si muove poco, con il WTI stabile in area 92 dollari al barile e il Brent poco sopra i 96.

Le Borse europee restano in territorio positivo, con il DAX a +0,50%, il FTSE MIB invariato e l’Euro Stoxx 50 a +0,30%.

Apertura incolore per Wall Street, con S&P 500 e Nasdaq sostanzialmente piatti.

Il dollaro ha ripreso vigore, con il cambio EUR/USD tornato poco al di sotto di 1,18, mentre l’oro si mantiene sopra i 4.800 dollari l’oncia. In calo, invece, i rendimenti, pur con il Bund decennale ancora sopra il 3%, lo spread con il BTP italiano sceso a 78 punti base e il Treasury decennale fermo al 4,25%.



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