Speciale Iran e mercati - Fiato sospeso per i colloqui in Pakistan

I temi centrali rimangono il Libano, con Israele che ha intensificato gli attacchi negli ultimi giorni, e lo Stretto di Hormuz, che rimane ancora chiuso

Autore: Redazione
Bandiera Iran al tramonto e carro armato in primo piano

Photo by Nick Brundle Photography

Le borse sono positive anche se la situazione in Medio Oriente rimane difficile. Cresce l’attesa per i negoziati tra Stati Uniti e Iran previsti per questo sabato a Islamabad, in Pakistan.

Il tema centrale, ribadito più volte da fonti iraniane, resta il Libano; Israele ha intensificato gli attacchi negli ultimi giorni, nonostante le dichiarazioni di possibili accordi tra le parti.

Un aspetto rilevante riguarda l’introduzione, da parte dell’Iran, di tariffe sul transito nello Stretto di Hormuz, che rimane sostanzialmente chiuso. Le tariffe, che hanno suscitato il malcontento di Trump, ammonterebbero a circa 2 milioni di dollari per nave (circa un dollaro al barile trasportato) e verrebbero pagate in criptovalute.

A suscitare ulteriori critiche da parte del presidente degli Stati Uniti è stato anche l’atteggiamento degli alleati NATO, ritenuto insufficiente sia in termini di supporto, sia di spesa militare. Trump ha persino minacciato di ritirare parte delle truppe statunitensi dai Paesi considerati meno collaborativi, ventilando anche la chiusura di alcune basi in Europa. Diversi analisti hanno però evidenziato la scarsa lungimiranza di una simile opzione.

La reazione dei mercati per il momento è stata positiva, sebbene fortemente influenzata da due fattori rilevanti: la pubblicazione di un dato sul CPI statunitense inferiore alle attese e le dichiarazioni del capo negoziatore ucraino con la Russia, Kyrylo Budanov, che ha espresso ottimismo circa un possibile accordo in tempi relativamente brevi.

È stata questa apertura sul fronte russo-ucraino a contribuire al calo del Brent, sceso a 95 dollari al barile, e del gas, a 43 euro per megawattora.

S&P 500 e Nasdaq si avviano a chiudere la settimana rispettivamente a +4% e +5%. Bene anche l’Euro Stoxx 50 e il DAX (+0,76% e +0,75% nella giornata), con performance settimanali pari a +4,5% e +3,3%, mentre il FTSE MIB segna un +4,24%.

Rimane elevata la pressione sull’obbligazionario: i tassi sono in rialzo sia in Europa, sia negli Stati Uniti, su base giornaliera e settimanale, riflettendo un sentiment più prudente rispetto all’azionario.

Il possibile attenuarsi delle tensioni geopolitiche ha penalizzato i metalli preziosi, mentre il dollaro si è indebolito sensibilmente, complice il mix tra dati macroeconomici e fattori geopolitici, portandosi a 1,175, sui livelli più bassi da inizio marzo.



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