Speciale Iran e Mercati - Le borse salgono e tornano nei tempi di pace
L'Iran dice che Hormuz è completamente accessibile alle navi commerciali. Nel frattempo, Axios riporta che si avvicina un secondo incontro a Islamabad

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Stretto di Hormuz verso una riapertura
Evoluzione molto positiva sul conflitto: dopo la decisione di Israele e Libano di raggiungere un cessate il fuoco di 10 giorni, seppur con presupposti ancora fragili, il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha affermato che, in linea con la tregua in Libano, lo Stretto di Hormuz è completamente aperto alle navi commerciali per il restante periodo del cessate il fuoco.
Il transito delle navi avverrà comunque lungo una rotta coordinata, come già annunciato dall’Organizzazione portuale e marittima dell’Iran: le navi possono quindi transitare, ma devono seguire percorsi specifici stabiliti e coordinati dalle autorità iraniane, non liberamente.
La notizia è stata ribadita sia da Trump sia dai dati: Kpler ha riportato che alcune decine di navi sono riuscite a passare attraverso lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Tuttavia, Trump ha dichiarato che “il blocco navale statunitense rimarrà pienamente in vigore nei confronti dell’Iran, e solo dell’Iran, fino a quando la nostra transazione con Teheran non sarà completata al 100%”. Ha inoltre aggiunto che “il processo dovrebbe procedere molto rapidamente, dato che la maggior parte dei punti è già stata negoziata”.
Si torna a Islamabad
Nel frattempo, Axios riporta che si avvicina un secondo incontro a Islamabad previsto per domenica, sebbene non ancora confermato. Emergono anche i primi dettagli sul possibile accordo: sul fronte nucleare, gli Stati Uniti avrebbero promesso 20 miliardi di dollari provenienti dagli asset iraniani congelati, in cambio della consegna dell’uranio arricchito per limitare il programma nucleare di Teheran. Si parla inoltre di un report di tre pagine per formalizzare la fine della guerra. Infine, Trump ha dichiarato che gli attacchi israeliani in Libano dovrebbero fermarsi a breve.
I punti interrogativi restano numerosi: non è chiaro se, terminata questa apertura temporanea dello Stretto, verrà effettivamente introdotto un pedaggio. Ipotizzando 2 milioni di dollari per nave e circa 50 navi al giorno, in 20 giorni l’Iran potrebbe teoricamente raggiungere i 20 miliardi proposti dagli USA. Rimangono inoltre incertezze legate alle azioni di Israele e Hezbollah, che resta comunque separato dal governo libanese.
Cadono i prezzi di gas e petrolio
Il mercato, intanto, reagisce con forza: il petrolio WTI scende a 85 dollari al barile, così come il prezzo del gas. I trader tornano su posizioni più dovish: spariscono le aspettative di rialzi da parte della BCE e torna a essere prezzato un taglio della Fed. I tassi scendono nettamente: Bund decennale sotto il 3%, BTP al 3,68% e Treasury al 4,2%.
Rally dei listini e dei preziosi: DAX +2,3%, FTSE MIB +1,5%, S&P 500 +1% e Nasdaq +1%; oro a 4.900 dollari l’oncia, con il cambio EUR/USD ampiamente sopra 1,18.
In questo articolo
Prova gratuita

