Europa, il rialzo a doppia cifra del petrolio zavorra i mercati
Salgono i titoli della difesa, Leonardo +4,6%, Rheinmetall +1,5%. Usa e Israele continuano ad attaccare l’Iran, che reagisce con droni e missili anche verso gli Stati arabi del Golfo

Le borse dell'Europa sono in calo, zavorrate dalla crisi in Medio Oriente e dal rialzo a doppia cifra dei prezzi del petrolio.
Indice Euro Stoxx 50 -2%. Rheinmetall, il colosso tedesco della difesa, è fra i pochi titoli del listino a registrare una performance positiva, +1,5%. Siemes Energy e Asml perdono circa il 4%.
Tutti i comparti dell'Euro Stoxx 600, -1,5%, sono in perita. Fra i più penalizzati, troviamo le Materie Prime, -3,2%, il Real Estate e l'Automotive -3%.
Ftse Mib di Milano -1,8%. Sale Leonardo +4,6%, Barclays alza il giudizio a Overweight. Nexi +3,7%, Morgan Stanley ha alzato il rating a equal weight. Saipem +1,4%. In forte calo Prysmian -5%, Stellantis, Azimut e Banco BPM perdono quasi il 4%.
Dax di Francoforte -1,7%. Gli ordini all'industria in Germania sono diminuiti oltre le attese a gennaio, registrando un calo dell'11,1% rispetto al mese precedente su base destagionalizzata e corretta per il calendario, secondo i dati dell'ufficio federale di statistica. Un sondaggio Reuters tra gli analisti aveva indicato una flessione del 4,5%.
Iran
Gli Stati Uniti e Israele stanno continuando ad attaccare l’Iran, che a sua volta reagisce indirizzando droni e missili anche verso gli Stati arabi del Golfo. Teheran ha dichiarato di poter sostenere la guerra per almeno sei mesi.
Dopo aver scelto Mojtaba Khamenei, figlio dell’ayatollah assassinato Ali Khamenei, come nuovo Leader Supremo, l’Iran ha segnalato che non intende arrendersi.
Mojtaba Khamenei ha forti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, l’organizzazione militare ed economica più potente dell’Iran, che ha promesso piena obbedienza al nuovo leader.
Trump ha dichiarato a Fox News di non essere “contento” della scelta dell’Iran.
Petrolio, gas e macrovariabili
Brent a 104 dollari il barile, +12%, da 117 dollari di stanotte. Si tratta dei prezzi più alti degli ultimi quattro anni.
I ministri delle finanze del G7 sono pronti a discutere un possibile rilascio congiunto delle riserve petrolifere, secondo il Financial Times. I ministri terranno una conferenza telefonica alle 8:30 ora di New York e qualsiasi azione sarà coordinata con l'Agenzia internazionale per l'energia, secondo il quotidiano, che cita fonti informate sulla questione. Tre paesi del G7, tra cui gli Stati Uniti, hanno espresso il loro sostegno alla strategia.
La chiusura dello Stretto di Hormuz ha costretto i produttori del Golfo a ridurre la produzione. La principale società energetica del Bahrein, Bapco Energies, è stata l’ultima a dichiarare lo stato di forza maggiore. Trump, che è stato criticato dopo l’impennata dei prezzi della benzina negli Stati Uniti, ha definito il petrolio a 100 dollari “un piccolo prezzo da pagare” e ha aggiunto che il costo “scenderà rapidamente quando la distruzione della minaccia nucleare iraniana sarà completata”.
Gas in Europa in rialzo del 17% a 62,51 euro al MW/h.
Oro a 5.06 dollari l'oncia, in calo dell'1,5% per la concomitante forza del dollaro.
BTP a 3,70% di tasso di rendimento, +8 punti base, sui massimi da aprile del 2025. Spread a 80 punti base, da 75 di ieri.
Euro a 1,156 su dollaro, -0,5%, minimi da novembre.
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