Borse europee sopra la parità, Milano rincorre i massimi storici
Indice Ftse Mib +1% a 48.246 punti, vicino ai livelli segnati lo scorso 17 aprile (48.957 punti). Gli acquisti si concentrano su Eni, Stm, Unicredit e Bper, scendono Fincantieri e Leonardo.

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Le borse europee sono in lieve rialzo. Euro Stoxx 50 +0,2%.
Euro Stoxx 600 +0,2%. Scende il comparto Healthcare -1%, zavorrato da Quiagen -6% dopo il Profit warning. La società sta trascinando al ribasso anche l'italiana Diasorin -3%. Bayer -3%. Anche Novartis perde il 3%, dopo aver riportato profitti e vendite sotto le attese.
In calo anche i chimici, -1%. Salgono gli energetici, +1,7%, e le banche +1%.
Milano è la piazza migliore d'Europa. Indice Ftse Mib +1% a 48.246 punti, vicino ai massimi storici segnati lo scorso 17 aprile (48.957 punti). Gli acquisti si concentrano su Eni, Stm, Unicredit e Bper, in rialzo fra il 2% e il 3%. Scende Fincantieri -1,5%, Avio dopo un apertura negativa recupera +0,5%.
Dax di Francoforte e CAC 40 di Parigi +0,1%.
Usa e Iran
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta esaminando la proposta dell’Iran assieme ai suoi addetti alla sicurezza. Trump affronterà la questione "molto presto", ha dichiarato lunedì la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. "Le sue richieste all’Iran sono molto, molto chiare".
L’Iran si è dichiarato disposto ad accettare un accordo temporaneo per riaprire lo Stretto di Hormuz, in cambio della fine del blocco Usa ai porti iraniani, ma vorrebbe rinviare i negoziati sul programma nucleare, nodo questo cruciale per il tycoon.
Trump avrebbe detto ai suoi consiglieri di non essere soddisfatto delle ultime proposte dell’Iran. Lo riferiscono alcune fonti anonime citate dal New York Times.
L’offerta dell’Iran è "migliore di quanto pensassimo", ha invece dichiarato il segretario di Stato, Marco Rubio, a Fox News, ma la Casa Bianca ha "dubbi sul fatto che la persona che l’ha presentata avesse l’autorità per farlo". Rubio ha alluso alla possibilità, più volte paventata dagli Usa, che i leader iraniani sarebbero divisi sulla strategia negoziale da adottare.
Lo Stretto di Hormuz rimane ancora chiuso. Il petrolio Brent ha superato i 110 dollari al barile, si tratta del settimo giorno consecutivo di rialzo, i prezzi hanno raggiunto i livelli più alti delle ultime tre settimane.
Altre macrovariabili
Brent +2,7% a 111,20 dollari.
Oro -1,4% a 4.613 dollari l'oncia.
Obbligazionario: rendimento BTP decennale a 3,87%, spread a 82 punti.
Bund tedesco al 3,05%.
Euro in lieve calo sul dollaro a 1,171.
Bitcoin +0,4%.
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