Borse europee in lieve calo, pesanti i settori della difesa e del lusso

Avio: -8%, Leonardo -5%, Moncler -4%. Lo stallo delle trattative sta ampliando i timori di un aumento dell'inflazione, scommesse su un inasprimento della politica monetaria. In rialzo i rendimenti

Autore: Rosa Aimoni
Aereo in fase di atterraggio con luce del tramonto

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Le borse europee sono in calo, influenzate dalla notizia del mancato raggiungimento dell'accordo fra Usa e Iran.

Euro Stoxx 50 -0,3%. Euro Stoxx 600 -0,2%. 

Gli acquisti premiano il settore telecomunicazioni +1,2%, le banche e le materie prime, +0,6%. Vendite sugli industriali e le auto -1%. 

Fra i titoli, Axa cede il 5%, Renault il 3%. In calo il colosso tedesco della difesa e alcuni titoli del lusso: Rheinmetall, LVHM e Hermes -3%. 

A Milano, il Ftse Mib avanza dello 0,2%, trainato da Diasorin +7%, che si qualifica come la miglior blue chip a Piazza Affari. La società ha chiuso il primo trimestre con ricavi pari a 287 milioni di euro, -3%, e ha confermato la guidance per il 2026.  In rialzo anche STM +2,5%, Saipem e Banca Mediolanum +1,5%. 

Pesanti i titoli della difesa: Avio: -8%, Leonardo -5%, Fincantieri -3,5%. Nel lusso: Moncler -4%, Ferrari -3%.

DAX di Francoforte -0,2%, CAC 40 di Parigi -1%. 

Conflitto fra Usa e Iran

Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato "inaccettabile" l'ultima proposta di pace dell'Iran, data in risposta a quella americana. Lo ha scritto sui social network, senza fornire ulteriori spiegazioni.

Alti funzionari statunitensi hanno dichiarato che Il tycoon dovrebbe fare pressione sul presidente Xi Jinping in merito all’approccio della Cina verso l’Iran. L'incontro si terrà questa settimana a Pechino. Tra i temi che saranno discussi al vertice vi saranno i ricavi che la Cina garantisce all’Iran, così come eventuali esportazioni di armi.

Sul fronte russo, Vladimir Putin si è dichiarato aperto a una risoluzione del conflitto in Ucraina, e ha indicato Gerhard Schröder come possibile negoziatore.

Inflazione e tassi 

Lo stallo delle trattative sta ampliando i timori di aumento dell'inflazione causato dai prezzi del petrolio. Aumentano le scommesse su un inasprimento della politica monetaria da parte delle banche centrali.

Queste previsioni sembrano essere confermate dalle ultime dichiarazioni rilasciate dal vicepresidente della Bce Luis de Guindos al Financial Times. "Penso che dobbiamo aspettare prima di decidere la prossima mossa sui tassi d’interesse. Abbiamo bisogno di maggiore chiarezza sul conflitto in Iran". In ogni caso, anche se terminasse a breve, le ripercussioni del conflitto si faranno comunque sentire, perché alcune infrastrutture strategiche sono state definitivamente compromesse, ha aggiunto. 

Macrovariabili

Il petrolio Brent sale di oltre il 2% a 103 dollari al barile.

Oro -1% a 4.664 dollari l'oncia.

Obbligazionario: rendimento BTP decennale a 3,76%, +4 punti, spread a 75 punti. Bund tedesco al 3,02%, +2 punti. 

Euro in lieve calo sul dollaro a 1,177 -0,1%.

Bitcoin torna al di sopra della soglia degli 80.000 dollari.

 

 

 



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