Borse dell'Europa deboli, scende il gas e sale il petrolio
L'indice S&P Global Composite sull'andamento delle aziende private dei servizi e della manifattura è sceso in marzo sui minimi degli ultimi dieci mesi a 50,1 da 51,9 di febbraio, il consensus era 51.

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Le borse dell'Europa sono incerte mentre nel Medio Oriente l'Iran non dà segno di moderazione e prosegue il lancio di attacchi contro i paesi vicini.
Indice Euro Stoxx 50 -0,2%.
Ftse Mib di Milano +0,1%.
Dax di Francoforte -0,3%.
Indice Stoxx 600 -0,2%. Agli intipodi della performance di oggi ci sono da una parte, in rialzo, le società della chimica e della telefonia. In ribasso le materie prime e le banche.
Puig Brands, produttore spagnolo di profumi, prodotti per la cosmesi e della moda, sale alla borsa di Madrid del 9%: secondo indiscrezioni c'è una trattativa in corso con l'americana Estée Lauder.
Attività economica in Europa
L'indice S&P Global Composite sull'andamento delle aziende private dei servizi e della manifattura è sceso in marzo sui minimi degli ultimi dieci mesi a 50,1 da 51,9 di febbraio, il consensus era 51.
Nel comunicato si parla di un indebolimento, causato dalla riduzione dei nuovi ordini. "In particolare, dopo l’inizio del conflitto in Medio Oriente, si è registrata una forte impennata del tasso di inflazione dei costi, la più rapida in più di tre anni. Anche i prezzi di vendita sono saliti notevolmente, ma l’accelerazione è stata molto meno accentuata rispetto ai costi. Il conflitto ha anche causato problemi nella catena distributiva, con il settore manifatturiero che ha registrato i ritardi maggiori nei tempi di consegna in più di tre anni e mezzo. Allo stesso tempo, le aziende del settore privato monitorate dall’indagine hanno lievemente ridotto i loro livelli occupazionali e si sono mostrate di gran lunga meno ottimiste sulle previsioni dell’attività nei prossimi 12 mesi rispetto a febbraio".
Medio Oriente
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver inviato squadre di ricerca e soccorso in diverse località dell'Israele centrale dopo che l'Iran aveva lanciato ripetute raffiche di missili.
L'esercito del Kuwait ha affermato di essere sotto attacco da parte di missili e droni, mentre il Ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato e distrutto diversi droni. Il Ministero dell'Interno del Bahrein ha comunicato che le autorità hanno fatto suonare una sirena e hanno esortato la popolazione a recarsi in un luogo sicuro.
Secondo il Wall Street Journal, gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico potrebbero iniziare a partecipare attivamente al conflitto contro l’Iran. A questo fattore si aggiunge anche la dichiarazione del vicepresidente del parlamento iraniano, che ha negato lo svolgimento di pregressi colloqui con gli Stati Uniti.
Macrovariabili
Il petrolio Brent è in rialzo dell'1%. WTI a 89 dollari, +2%. Si ridimensiona giorno dopo giorno lo spread tra le tipologie di greggio, oggi siamo intorno a 10,5 dollari, quasi la metà dei livelli massimi toccati la scorsa settimana.
Gas in Europa in ribasso, -5% a 54 euro MWh.
"Il mercato teme ulteriori attacchi al Qatar e alle sue infrastrutture per il GNL se la guerra dovesse continuare", ha affermato Arne Lohmann Rasmussen, analista capo di Global Risk Management. "In particolare, il nervosismo potrebbe aumentare entro la fine della settimana se non ci saranno segnali di negoziati tra Stati Uniti e Iran prima della nuova scadenza di sabato".
Le tensioni e le oscillazioni dei prezzi si verificano in un momento delicato per l'Europa, che si trova a una settimana dall'inizio ufficiale della stagione di accumulo delle scorte di gas. Sebbene la concorrenza per il combustibile sia stata finora contenuta, la regione dovrà comunque acquistare più gas naturale liquefatto quest'estate per ricostituire le riserve per il prossimo inverno, competendo con gli acquirenti asiatici per un pool limitato di forniture qualora i flussi mediorientali non riuscissero a raggiungere i mercati globali. Un attacco iraniano alla città industriale di Ras Laffan in Qatar ha già danneggiato due unità di produzione di GNL. La capacità produttiva interessata rappresenta complessivamente 12,8 milioni di tonnellate di produzione annua, pari a circa il 17% delle esportazioni di GNL del Qatar, e le riparazioni potrebbero richiedere fino a cinque anni.
Euro a 1,158 su dollaro, in lieve flessione. La Banca Centrale Europea deve essere "molto agile e vigile" per tenere sotto controllo i prezzi, dato che la guerra in Iran avvicina i rischi di stagflazione, ha affermato Boris Vujčić, membro del Consiglio Direttivo.
BTP poco mosso dopo le forti oscillazioni di ieri, a 3,90% di tasso di rendimento
Titoli sotto la lente a Piazza Affari
Amplifon +2%.
Enel +1,5%
Fincantieri -3%. Leonardo -3%.
Inwit +7%, dopo le indiscrezioni sull'arrivo di un'offerta.
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