Speciale Iran e Mercati: la guerra arriva nel Caucaso
Droni iraniani hanno attaccato colpito un aeroporto dell'Azerbaijan nell'enclave del Nakhcivan. Tehran nega, Baku, importante esportatore di petrolio e alleato di Israele, anticipa una dura risposta

Photo by Anton Petrus/Getty Images
Uranio e Petrolio
Rimane elevata la tensione in Medio Oriente, con il petrolio Brent che si affaccia nuovamente al di sopra della soglia degli 84 dollari, dopo un momentaneo rientro in giornata a seguito di alcune indicazioni sui retroscena delle negoziazioni precedenti all’attacco israelo-statunitense. Durante le negoziazioni delle scorse settimane, Teheran avrebbe infatti aperto alla dismissione delle proprie scorte di uranio arricchito, chiedendo però una contropartita adeguata in cambio. Retroscena che, se confermato, getterebbe ulteriori dubbi sulla natura della decisione statunitense di procedere comunque con l’attacco, in un momento storico in cui il prezzo del petrolio funge da delicato ago della bilancia elettorale per i Repubblicani.
Guerra diffusa
Si estende inoltre la portata geografica delle tensioni, con un lancio di droni nel territorio dell’Azerbaijan, paese che, non a caso, è uno dei fornitori di petrolio di Israele mediante un oleodotto passante per la Turchia.
La tattica iraniana, sempre più evidente, è quella di forzare i paesi del Golfo e quelli limitrofi a fare una maggior pressione sugli USA per l’interruzione delle ostilità.
Francia, Italia e Grecia nel frattempo hanno inviato navi militari a presidio del Mar Rosso, con lo scopo di salvaguardare ulteriormente il transito marittimo nell’area a seguito del riorientamento saudita di parte della produzione petrolifera.
Azioni
Sui mercati azionari, prosegue la debolezza diffusa, nel clima di incertezza sulla durata del conflitto. Comparto dell’aviazione civile che continua a sottoperformare rispetto agli altri settori a causa degli attesi rincari del prezzo del carburante. Wall Street beneficia della mancanza di prossimità al conflitto e di una composizione degli indici meno legata all’energivora industria tradizionale.
Bond
Penalizzazioni anche sul mondo obbligazionario, che vede tassi in generale rialzo. Il decennale italiano che ha superato i livelli degli scorsi giorni, raggiungendo l’area del 3,53%. Stabile lo spread in area 70 punti base. Numerosi i commenti dei banchieri centrali sulla possibile traiettoria dell’inflazione: da Barkin (Fed) a De Guindos (BCE), il messaggio chiave è quello sulla durata del conflitto, unica e vera variabile che determinerà eventuali riflessi duraturi sui prezzi energetici. Per il momento gli operatori si muovono nell’universo delle aspettative, mentre il mercato risulta ad oggi sufficientemente ben fornito di scorte, arriviamo ad alcune settimane, ma con significative differenze tra paesi.
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