Si spera ancora in un accordo Usa-Iran, Asia in rialzo

Secondo quanto riportato dai media, Washington e Teheran starebbero discutendo un possibile secondo round di colloqui diretti

Bandiera della Corea che sventola su edifici tradizionali

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Le borse dell'Asia salgono, mentre si nutrono ancora speranze che un accordo tra Washington e Teheran sia possibile, nonostante gli Stati Uniti stiano bloccando le spedizioni iraniane nello Stretto di Hormuz. Anzi, il blocco è visto come una possibile leva negoziale.

Secondo quanto riportato dai media, Washington e Teheran starebbero discutendo un possibile secondo round di colloqui diretti per estendere il cessate il fuoco prima della sua scadenza.

A livello settoriale, le borse sono sostenute dai guadagni nei titoli tecnologici e dei semiconduttori, mentre gli investitori hanno anche assimilato dati sul commercio cinese più deboli del previsto. I listini seguono il solido andamento di Wall Street, dove tutti e tre i principali indici hanno chiuso nettamente in rialzo lunedì, trainati dal rally dei tech, sostenuti da un continuo ottimismo sulla domanda legata all’intelligenza artificiale.

Indici principali

Il KOSPI della Corea del Sud balza del 3,6% raggiungendo un massimo di sei settimane, con SK Hynix Inc in crescita di quasi il 9%, toccando nuovi massimi storici.

Anche le azioni di Samsung Electronics salgono di oltre il 4%, mentre gli investitori si sono riversati sui produttori di chip e sugli esportatori legati alla domanda tecnologica globale.

Il Nikkei 225 del Giappone sale del 2,3%. Le azioni del gruppo SoftBank balzano di oltre il 10%.

L’S&P/ASX 200 australiano guadagna lo 0,5%.

Cina

Il sentiment è stato frenato da nuovi dati provenienti dalla Cina, che mostrano un forte rallentamento delle esportazioni.

Le spedizioni verso l’estero sono aumentate solo del 2,5% su base annua a marzo, mancando le aspettative di un incremento dell’8,3% e rallentando significativamente rispetto al balzo del 21,8% registrato nel periodo gennaio-febbraio.

Le importazioni, al contrario, sono aumentate del 27,8%, superando di gran lunga le previsioni e segnalando una domanda interna resiliente.

I dati hanno inoltre mostrato un forte calo dell’avanzo commerciale cinese, sceso a circa 51 miliardi di dollari, ben al di sotto delle attese, evidenziando le pressioni sul motore export del Paese in un contesto di crescente incertezza globale.

L’indice Shanghai Composite della Cina sale dello 0,5%, mentre il blue-chip CSI 300 di Shanghai e Shenzhen avanza dello 0,8%.

L’indice Hang Seng di Hong Kong sale dello 0,4%.


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