I possibili negoziati fra Usa e Iran spingono le borse asiatiche

L’indice MSCI Asia Pacific è salito dell’1,3%. La Corea del Sud guida i rialzi, Kospi +3%. Trump ha affermato che i colloqui potrebbero riprendere nei prossimi due giorni

Autore: Rosa Aimoni
Panorama dello skyline di Shanghai con i suoi grattacieli

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Le borse asiatiche sono in rialzo, grazie all’ottimismo su una possibile ripresa dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, che mantiene il prezzo del petrolio sotto i 100 dollari al barile.

L’indice MSCI Asia Pacific è salito dell’1,3%. La Corea del Sud guida i rialzi, il Kospi sale del 3%.

I due Paesi in conflitto stanno cercando di organizzare un secondo round di negoziati. Trump ha affermato che i colloqui potrebbero riprendere “nei prossimi due giorni” in Pakistan, riporta il New York Post. Gli Stati Uniti stanno però continuando ad applicare il blocco navale sullo Stretto di Hormuz.

I mercati asiatici, tra i più colpiti dalla guerra con l’Iran, stanno iniziando a recuperare le perdite dovute al conflitto, fattore che segnala una crescente fiducia degli investitori in un allentamento delle tensioni. “I principali indici azionari asiatici si stanno allineando ai mercati statunitensi nel recuperare o superare i massimi raggiunti prima del conflitto tra Stati Uniti e Iran. La solidità delle aspettative sugli utili gioca probabilmente un ruolo chiave, e il rimbalzo delle azioni acquisterà slancio finché le prospettive delle aziende mostreranno un impatto limitato dal più grande shock energetico dell’era moderna”. Sono le di Garfield Reynolds, responsabile del team MLIV.

In Giappone, il Topix guadagna lo 0,5%. I funzionari della Banca del Giappone (BOJ) probabilmente aumenteranno le previsioni sull’inflazione per riflettere l'andamento del petrolio, secondo fonti citate da Bloomberg. Potrebbero inoltre rivedere al ribasso anche le previsioni di crescita economica. In passato, gli aumenti dei prezzi del petrolio hanno pesato sull’economia, perché il Paese dipende dalle importazioni di risorse naturali, hanno aggiunto le fonti.

Lo yen si è rafforzato fino a 158,81 contro il dollaro dopo questa notizia

La BOJ aggiornerà le sue previsioni economiche trimestrali al termine della riunione di due giorni del 28 aprile, quando deciderà anche se aumentare il tasso di riferimento dall’attuale 0,75%.

Le aspettative di un rialzo dei tassi durante la riunione si sono attenuate con il protrarsi della crisi in Medio Oriente e dopo i commenti del governatore Kazuo Ueda di lunedì, che hanno evidenziato l’incertezza sull’evoluzione del conflitto. 
Nel lungo periodo, la BOJ difficilmente modificherà la previsione di una graduale ripresa economica e rimarrà probabilmente propensa ad aumentare i tassi.

In Cina, l’indice CSI 300 guadagna il +0,2%, l’Hang Seng di Hong Kong il +0,8%. 

Martedì, il presidente cinese Xi Jinping ha detto al primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, in visita a Pechino, che il mondo “sta crollando nel disordine”. Xi ha presentato il suo Paese come una forza stabilizzatrice in un mondo scosso dall’approccio imprevedibile di Donald Trump.  In un precedente incontro con il principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Khaled bin Mohammed, Xi ha ribadito che la Cina continuerà a svolgere un ruolo “costruttivo” in Medio Oriente. 

La Cina ha criticato l’azione militare contro l’Iran, il ministro degli Esteri Wang Yi ha esortato la comunità internazionale a intensificare gli sforzi per promuovere colloqui di pace.

Sul fronte economico, questo mese la Cina emetterà a Hong Kong il più grande quantitativo di obbligazioni sovrane in yuan dal 2023, del valore di 15,5 miliardi di yuan (2,3 miliardi di dollari). Il piano preliminare non specifica dettagli come le scadenze offerte. Gli asset cinesi hanno mostrato un’attrattiva da bene rifugio per gli investitori globali durante la guerra. Anche lo yuan ha recentemente esteso i suoi guadagni fino a raggiungere il massimo degli ultimi tre anni.

“La resilienza della Cina all’aumento dei prezzi dell’energia, con le rinnovabili e il nucleare che hanno già superato il petrolio come seconda fonte energetica, rende la sua valuta e i suoi tassi più attraenti per gli investitori globali”, ha dichiarato Samuel Tse, economista senior presso DBS Bank. 

La domanda per le recenti emissioni offshore in yuan della Cina è stata robusta.



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