In Medio Oriente la guerra è sempre più lunga, borse dell'Asia giù
Gli Houthi sono subentrati nel conflitto a fianco dell’Iran sferrando un attacco contro Israele, mentre gli Stati Uniti hanno inviato nuove truppe. Salgono petrolio e alluminio

Photo by Jackyenjoyphotography/Getty Images
Le borse asiatiche sono in calo. Pesano le preoccupazioni per l’escalation della guerra fra Usa, Israele e l’Iran, che entra nella sua quinta settimana.
Gli Houthi sono subentrati nel conflitto a fianco dell’Iran sferrando un attacco contro Israele, mentre gli Stati Uniti hanno inviato nuove truppe in Medio Oriente. "I mercati hanno trascorso un mese a prezzare un conflitto breve e contenuto. Questo ottimismo si è infranto con l’ingresso degli Houthi nel fine settimana. Da questa settimana lo scenario viene riscritto, poiché il rischio di una guerra prolungata diventa sempre più credibile". È la dichiarazione di Hebe Chen, analista senior di Vantage Global Prime, riportata da Bloomberg.
Donald Trump ha però dichiarato che i negoziati con l’Iran stanno avendo un esito positivo e che la Repubblica Islamica avrebbe accettato gran parte delle 15 richieste avanzate da Washington per porre fine alla guerra. Pubblicamente, però, l’Iran ha smentito le parole del tycoon. "Le dichiarazioni degli Stati Uniti sono quasi sempre smentite dalla parte iraniana, che sostiene non siano in corso discussioni di questo tipo", ha detto Yugo Tsuboi, chief strategist di Daiwa Securities. "Sarebbe più rassicurante se ci fosse una conferma più chiara da parte dell’Iran sull’effettivo avvio di negoziati con gli Stati Uniti".
In un’intervista al Financial Times di domenica, Trump ha affermato di voler "prendere il petrolio in Iran" e che potrebbe sequestrare l’hub di esportazione dell’isola di Kharg. Questa mossa, se messa in atto, provocherebbe una forte reazione da parte di Teheran.
Il petrolio è in rialzo, il Brent si è avvicinato ai 116 dollari al barile. L’alluminio è balzato fino al 6% dopo che l’Iran ha attaccato due siti produttivi in Medio Oriente.
Cina
L’indice CSI 300 perde lo 0,7%. L’Hang Seng di Hong Kong lo 0,8%.
A distanza di un mese dal vertice previsto a Pechino con Donald Trump, il presidente Xi Jinping ha invitato Cheng Li-wun, leader del principale partito di opposizione di Taiwan, a visitare la Cina.
Cheng Li-wun si recherà nel Paese dal 7 al 12 aprile. Lo riporta l’agenzia ufficiale Xinhua. Cheng ha più volte espresso il desiderio di incontrare Xi da quando ha assunto l’incarico.
"Avere la vetrina di un incontro cordiale tra Pechino e il leader dell’opposizione taiwanese poche settimane prima del vertice Trump-Xi potrebbe indebolire la cooperazione in materia di sicurezza tra Stati Uniti e Taiwan, comprese le vendite di armi a Taipei", ha dichiarato Wen-ti Sung, fellow non residente dell’Atlantic Council.
Trump è ora atteso a Pechino il 14-15 maggio, dopo aver rinviato l'incontro di aprile a causa della guerra in Iran.
Sul fronte titoli, Wang Chuanfu, presidente di BYD, ha avvertito che il settore dei veicoli elettrici in Cina attraverserà nuove difficoltà. Il più importante produttore mondiale ha chiuso il terzo trimestre consecutivo con utili deludenti.
Giappone
L’indice Nikkei 225 e il Topix arretrano del 3%, zavorrati soprattutto dai titoli dell’elettronica e dalle banche. SoftBank Group -8%, e Ibiden, -7%, sono stati tra i peggiori titoli del Nikkei. Toyota Motor -4%, Hitachi -4%
Lo yen è sceso temporaneamente sotto quota 160 rispetto al dollaro, avvicinandosi ai livelli più bassi dal luglio del 2024.
"Il conflitto in Medio Oriente e le sue ricadute economiche rappresentano la principale incognita per le azioni giapponesi", ha dichiarato Nikos Tzabouras, senior strategist presso la piattaforma di trading multi-asset Tradu.
La forte dipendenza del Giappone dal Medio Oriente per il petrolio lo rende "particolarmente vulnerabile", ha affermato. "Il rischio legato agli alti prezzi del gas è reale e potrebbe colpire il settore manifatturiero giapponese, che resta un pilastro dell’economia".
Corea del Sud
A Seul, il Kospi perde circa il -3%.
La debolezza del won sudcoreano rispetto al dollaro potrebbe indurre le autorità a intervenire per stabilizzarlo, ha affermato il capo del più grande fondo pensione del Paese.
Il won è sceso di circa il 5% rispetto al dollaro quest’anno, fino a 1.514,25, tra le peggiori performance in Asia.
India
L’indice NSE Nifty 50 perde l’1%, portando il calo di marzo oltre il 10% e avviandosi verso la peggiore seduta mensile degli ultimi sei anni.
HDFC Bank ha contribuito maggiormente al calo, arrivando a perdere fino al 2,4%. Le azioni dell’istituto di credito privato sono crollate di oltre il 16% questo mese dopo le dimissioni a sorpresa del suo presidente. L’indice del settore bancario del Nifty è sceso del 2,7%, con tutti i 14 componenti in ribasso.
Gli investitori stanno attentamente monitorando l’impatto sull’economia del Paese dell’aumento dei prezzi dell’energia.
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