Borse dell’Asia titubanti, scende la Cina e sale la Corea del Sud
In Cina, il CSI 300 perde lo 0,3%, Shanghai e Shenzhen Composite -1%. Alcuni mercati, come il Giappone, sono rimasti chiusi per festività

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Le borse asiatiche sono contrastate. Alcuni mercati, come Giappone, Indonesia, Malesia e Filippine, sono rimasti chiusi per festività.
L’indice MSCI Asia Pacific perde lo 0,2% dopo aver mostrato un andamento incerto.
Il petrolio scende. Il WTI perde circa l’1,5% e si posiziona sotto i 95 dollari, il Brent l’1% ma rimane sopra i 107 dollari.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che non prenderà più di mira le infrastrutture energetiche e che la guerra finirà prima di quanto si pensi, poiché l’Iran non è più in grado di arricchire l'uranio o di produrre missili balistici. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato ai giornalisti che “non sta inviando truppe da nessuna parte”.
In Cina, il CSI 300 perde lo 0,3%, lo Shanghai e lo Shenzhen Composite l’1%. Salgono le società di hardware legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Eoptolink Technology +9%, Zhongji Innolight +7%, Maxscend Microelectronics +14%.
"Il settore delle comunicazioni ottiche ha prospettive brillanti e la tecnologia si trova attualmente in una fase di forte crescita", afferma Fu Zhifeng, chief investment officer di Shanghai Chengzhou Investment Management.
A Hong Kong, l’Hang Seng arretra dello 0,7%. Scendono alcuni importanti titoli tecnologici. Alibaba -7% dopo aver riportato dati sulle vendite inferiori alle attese, frenate dalla debole crescita del suo core business.
A Taiwan, il Taiex perde lo 0,4%.
Fra le borse positive, la Corea del Sud, il Kospi guadagna lo 0,3%, da inizio anno, segna un rialzo del +37%.
In India, il Nifty 50 avanza dell’1%. La rupia indiana ha superato quota 93 per dollaro, toccando un nuovo minimo storico. Salgono i titoli indiani del settore IT, sorretti dalla buona performance di Accenture. Infosys +3%.
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