Borse dell'Asia incerte, l'ipotesi tassa sull'AI in Corea affossa il KOSPI

Indice Kospi di Seul -2,4%, dal -5% di stanotte.
Un funzionario ha affermato che il Paese dovrebbe versare ai cittadini un “dividendo” attingendo alle imposte sui profitti dell’intelligenza artificiale

Autore: Marino Masotti
Panorama urbano al calare della sera

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All’indomani dei record di Nasdaq e S&P500 a Wall Street, le borse dell’Asia Pacifico sono contrastate. Le quotazioni del petrolio restano alte ma all’incirca sulle posizioni del giorno prima, il dollaro si apprezza nei confronti delle principali valute di riferimento del mondo e sono sempre più deboli le obbligazioni.

Iran

Il presidente americano Donald Trump avrebbe incontrato questa notte la sua squadra per la sicurezza nazionale e gli alti vertici delle forze armate Usa per discutere le future strategie per il conflitto con l’Iran, inclusa la possibilità di riprendere le azioni militari. Lo riferisce la Cnn, citando fonti informate.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condotto attacchi militari contro l'Iran. Lo riferiscono fonti informate al Wall Street Journal. Gli attacchi suggeriscono che il Paese, uno dei più colpiti dai raid di Teheran, sia ora maggiormente propenso a tutelare il proprio potere economico e la propria crescente influenza in tutto il Medio Oriente. Le fonti riferiscono che, tra le operazioni, c'è stato anche un raid contro una raffineria situata sull'isola iraniana di Lavan, nel Golfo Persico, ai primi di aprile.

Giappone 

Indice Nikkei di Tokyo +1%.
Per Goldman Sachs il Giappone è un mercato sempre più importante, la quota di ricavi generati nella seconda economia dell’Asia è la più alta da oltre un decennio. Il fatturato netto della divisione di intermediazione locale di Goldman Sachs è aumentato del 10% a 125,5 miliardi di yen (800 milioni di dollari) nei 12 mesi fino al 31 dicembre, il miglior risultato degli ultimi 15 anni, trainato dalle attività di trading di titoli. La società statunitense ha anche superato i concorrenti in termini di utile netto, sebbene quest'ultimo sia leggermente diminuito a causa dell'aumento dei costi, secondo quanto riportato nei documenti. Le fusioni e acquisizioni legate al Giappone sono aumentate del 60% in valore quest'anno, dopo aver raggiunto un record nel 2025, secondo i dati raccolti da Bloomberg. Il mercato azionario sta sfiorando i massimi storici, mentre le speculazioni sulla politica monetaria hanno alimentato il trading di obbligazioni in yen.
"Il Giappone continua a essere un punto focale per Goldman Sachs, dove constatiamo un forte interesse da parte degli investitori globali e un crescente coinvolgimento dei clienti nei settori dell'investment banking e dei mercati", ha dichiarato Hidehiro Imatsu, presidente e amministratore delegato dell’unità.

Intanto, lo yen si rafforza su dollaro a 157,5 e il tasso di rendimento del bond governativo a dieci anni tocca i massimi dal 1997 a 2,53%.
Goldman Sachs avverte che i tassi di rendimento dei titoli di Stato giapponesi resteranno elevati più a lungo del previsto. Il mercato sta incorporando un premio per il rischio più duraturo, legato soprattutto a inflazione, debito pubblico e incertezza sulla politica monetaria della Banca del Giappone.
Secondo la Macro Research Isabella Rosenberg, il decennale potrebbe essere al 2,5% entro la fine del 2026, contro il 2% stimato in precedenza. Anche per il 2027 le attese vengono riviste al rialzo. Si tratta di livelli che il Giappone non vedeva dagli anni Novanta.
Motivi della revisione. a) L’inflazione resta più persistente del previsto, anche a causa del rincaro dell’energia.
b) Il mercato teme che la Banca del Giappone stia procedendo troppo lentamente nel normalizzare i tassi d’interesse dopo anni di politica ultra-espansiva. Goldman Sachs osserva che, rispetto a Stati Uniti ed Europa, Tokyo ha reagito in modo più prudente alle pressioni inflazionistiche.
c) Le nuove politiche economiche del governo giapponese, considerate più espansive, alimentano il timore di un aumento del debito pubblico e quindi di maggiori rendimenti richiesti dagli investitori per finanziare lo Stato.
Secondo gli strategist della banca, le tensioni non riguardano più soltanto i titoli a lunghissima scadenza, ma si stanno spostando anche verso le scadenze intermedie, considerate oggi il punto più vulnerabile del mercato obbligazionario giapponese.
Goldman Sachs ritiene che eventuali cali dei rendimenti potranno arrivare solo se la Banca del Giappone adotterà una linea più aggressiva contro l’inflazione.

Corea del Sud

Indice Kospi di Seul -2,4%, in miglioramento dal -5% di stanotte.
Un alto funzionario sudcoreano ha affermato che il Paese dovrebbe versare ai cittadini un “dividendo” attingendo alle imposte sui profitti dell’intelligenza artificiale.
Le dichiarazioni contenute in un post su Facebook del capo della politica presidenziale Kim Yong-beom hanno alimentato forti oscillazioni dei titoli coreani. Il Kospi ha ridotto le perdite dopo che Kim ha chiarito di voler attingere alle “entrate fiscali in eccesso” generate dal boom dell'IA piuttosto che introdurre una nuova imposta sui profitti straordinari delle aziende.
Sullo sfondo, sale di tono tra economisti e politici il dibattito sull'avvento della tecnologia AI, un elemento che rischia di aggravare il divario tra ricchi e poveri.
La scelta della Corea del Sud come sede dei prossimi colloqui commerciali ad alto livello tra Stati Uniti e Cina riflette l'amicizia e la fiducia di Pechino nei confronti di Seul. Lo ha affermato l'ambasciatore cinese a Seul, Dai Bing, in vista dell'incontro previsto per domani tra il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent e il vice premier cinese He Lifeng. Lo riporta Yonhap.

Cina

Indice Hang Seng di Hong Kong +0,3%, CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -0,3%. Taiex di Taipei +0,7%.
La banca centrale cinese ha messo in guardia sui rischi di inflazione importata derivante dall'aumento dei prezzi del petrolio causato dalla guerra in Iran, senza dare alcun segnale di un possibile allentamento della politica monetaria, poiché mira a garantire che i tassi di interesse raggiungano l'economia.
"I recenti eventi geopolitici in Medio Oriente hanno fatto salire i prezzi del petrolio greggio internazionale e di alcune materie prime, contribuendo alla ripresa degli indicatori dei prezzi in Cina", ha dichiarato la Banca Popolare Cinese nel suo rapporto trimestrale sulla politica monetaria pubblicato lunedì. "Tuttavia, l'impatto dell'inflazione importata sull'economia interna deve essere attentamente monitorato".
Con i tassi di interesse invariati per un anno, l'attenzione della Banca Popolare Cinese è ora rivolta alla trasmissione dei bassi costi di finanziamento, dopo che l'inflazione industriale ha raggiunto il livello più alto degli ultimi quattro anni. Nell'ultimo rapporto, la banca ha ribadito l'impegno ad adottare una politica monetaria "moderatamente espansiva" e a mantenere un'ampia liquidità per sostenere la crescita.
Le esportazioni di petrolio greggio saudita verso la Cina a giugno sono destinate a crollare a circa 13-14 milioni di barili giorno, secondo quanto riferito da alcuni operatori di mercato informati dal produttore.
Questo dato si confronta con i circa 20 milioni di barili caricati a maggio, già ben al di sotto dei livelli storici, hanno affermato gli operatori di mercato, che hanno chiesto di rimanere anonimi in quanto non autorizzati a parlare con i media. Prima della guerra con l'Iran, il regno esportava in genere circa 40-50 milioni di barili al mese verso la Cina, il più grande importatore mondiale di greggio.

India

Indice BSE Sensex di Mumbai in ribasso dello 0,8%. Il governo sta valutando misure di emergenza per rafforzare le riserve valutarie, tra cui la limitazione delle importazioni non essenziali come oro e prodotti elettronici e l'aumento dei prezzi dei carburanti, al fine di attutire gli effetti negativi della guerra in Iran, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza della questione a Bloomberg.
Funzionari dell'Ufficio del Primo Ministro e del Ministero delle Finanze hanno discusso con la Banca Centrale Indiana (RBI) diverse misure che potrebbero essere adottate per limitare i danni derivanti dall'impennata dei prezzi del petrolio, hanno affermato le fonti. Una delle proposte in discussione è un aumento dei prezzi dei carburanti, hanno aggiunto le fonti, che rappresenterebbe il primo aumento dall'inizio della guerra in Iran e giungerebbe a seguito della schiacciante vittoria del Primo Ministro Narendra Modi alle recenti elezioni statali.



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