Borse dell'Asia in risalita dai minimi di stanotte, Kospi di Seul +2%
L’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,1%. Indice Kospi di Seul +2%, dal -1,9% di stanotte. I cali bruschi degli indici, come quello di ieri, rappresentano un’opportunità di acquisto per il retail

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Le borse dell’Asia Pacifico sono in recupero dai minimi di inizio seduta. Nel corso della notte il sentiment è cambiato.
Ieri il dato sull’inflazione aveva depresso i tech della borsa degli Stati Uniti: il Nasdaq ha chiuso in ribasso dello 0,7%. Meno ampia la variazione negativa dell’S&P500, -0,2%.
L’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,1%.
Giappone
Indice Nikkei di Tokyo +0,5%, verso la terza seduta consecutiva di rialzo. Lo yen è poco mosso a 157,7 su dollaro.
Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha fatto eco alla sua omologa giapponese Satsuki Katayama, definendo indesiderabile un'eccessiva volatilità dei cambi, in un’ulteriore dimostrazione della tacita approvazione da parte degli Stati Uniti del recente intervento di mercato del Giappone. “Entrambi riteniamo che un'eccessiva volatilità sia indesiderabile”, ha affermato Bessent ieri a Tokyo. E’ stato deciso negli incontri che ci saranno stretti contatti tra il Ministero delle Finanze e il Tesoro. Bessent ha aggiunto che i fondamentali “solidi e resilienti” dell’ economia giapponese finiranno per riflettersi sul tasso di cambio.
I commenti rafforzano l’idea che gli Stati Uniti siano soddisfatti della difesa dello yen da parte del Giappone per ora, mentre probabilmente vorrebbero tassi di interesse giapponesi più elevati per aiutare a sostenere lo yen in futuro.
Intanto il tasso di rendimento delle obbligazioni governative a dieci anni tocca nuovi massimi ultra decennali al 2,57%.
Cina
Indice Hang Seng +0,1%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen invariato. Taiex di Taipei -1,4%, per effetto della flessione di Taiwan Semiconductor: il titolo è alla quarta seduta consecutiva di ribasso.
Gli operatori hanno intensificato le scommesse sul rafforzamento dello yuan nei prossimi giorni, puntando sul fatto che l'incontro del presidente Donald Trump con il suo omologo cinese Xi Jinping a Pechino favorirà una tregua commerciale tra le due nazioni. La valuta cinese si è rafforzata superando quota 6,8 per dollaro alla chiusura di lunedì, sia onshore che offshore, raggiungendo livelli che non si vedevano da più di tre anni. Le scommesse sullo yuan sono ai livelli più rialzisti del 2026 dopo essere salite al massimo dal 2 gennaio, come indicano i prezzi delle opzioni.
Il premio delle opzioni put che scommettono su un ribasso della coppia dollaro-yuan rispetto alle opzioni call che puntano su un rialzo della coppia si è ampliato in modo significativo finora in questo mese.
"I mercati finanziari nutrono basse aspettative riguardo all’ incontro tra Trump e Xi", ha affermato Tiffany Wang, stratega per i mercati emergenti presso JPMorgan Chase & Co. "Gli asset legati alla Cina hanno poco ottimismo scontato nei prezzi, il che lascia spazio a qualsiasi esito costruttivo che funga da catalizzatore rialzista”.
La delegazione cinese e quella statunitense si sono incontrate all'aeroporto internazionale di Incheon, in Corea del Sud, per una serie di consultazioni su questioni economiche e commerciali. Lo riporta Xinhua. A Seul è previsto l'incontro tra il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, e il vice primo ministro cinese He Lifeng, come fase finale di coordinamento prima del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping.
Corea del Sud
Indice Kospi di Seul +2%, dal -1,9% di stanotte. “Sembra che molti investitori ritengano che i cali bruschi degli indici, come quello di ieri, rappresentino un’opportunità di acquisto”, ha affermato Jeff Kim, responsabile della ricerca presso KB Securities Co. “C’è una domanda molto forte di acquisto di azioni durante le fasi di correzione”.
Gli investitori privati locali si sono precipitati sul mercato dopo che le vendite da parte degli investitori stranieri hanno spinto al ribasso l'indice di riferimento nelle prime ore di mercoledì.
I trader al dettaglio hanno acquistato titoli Kospi per un valore di 1,1 miliardi di dollari nella sessione mattutina, su base netta.
Secondo Wim-Hein Pals di Robeco, la Corea del Sud si conferma uno dei mercati emergenti più interessanti grazie a fondamentali solidi, valutazioni contenute e un contesto favorevole alle riforme strutturali, mentre il settore tecnologico resta il principale motore di crescita dell’intero universo emergente.
I negoziati salariali tra il produttore sudcoreano di chip Samsung Electronics e i sindacati non hanno raggiunto un accordo, nonostante le trattative andassero avanti da diversi giorni, con l'obiettivo di scongiurare lo sciopero previsto in Corea del Sud per il 21 maggio.
La mediazione, organizzata dal governo, "purtroppo e' fallita dopo che il sindacato ha dichiarato l'interruzione dei negoziati", ha affermato Samsung Electronics in una dichiarazione riportata dall'agenzia di stampa sudcoreana Yohnap.L'azienda ha dichiarato che si impegnera' "con il massimo impegno fino alla fine per impedire che si concretizzi lo scenario peggiore”.
India
Indice BSE Sensex di Mumbai -0,1%.
L'inflazione in India ha registrato un leggero aumento il mese scorso, risultando inferiore alle previsioni degli economisti, mentre le prospettive rimangono preoccupanti poiché la guerra in Medio Oriente fa lievitare i costi energetici.
L'indice dei prezzi al consumo è salito al 3,48% ad aprile rispetto a un anno fa, secondo i dati diffusi martedì dal Ministero delle Statistiche e dell'Attuazione dei Programmi, un dato inferiore alla stima mediana del 3,78% emersa da un sondaggio di Bloomberg tra gli economisti. L'inflazione ha registrato un’accelerazione del 3,40% a marzo.
Le obbligazioni hanno mantenuto le perdite, con il rendimento del titolo di riferimento a 10 anni in rialzo di due punti base al 7,05%.
L'ultimo dato è il più alto degli ultimi 13 mesi e mostra che il tasso di inflazione si sta avvicinando all'obiettivo del 4% della Reserve Bank of India.
"Un dato sull'inflazione migliore del previsto rappresenta un buon inizio d'anno, soprattutto alla luce delle difficoltà energetiche che il paese sta affrontando", ha affermato Madhavi Arora, economista presso Emkay Global Financial Services. "Tuttavia, si profilano rischi al rialzo per l’inflazione sia sotto forma di imminenti aumenti dei prezzi alla pompa che di possibili aumenti dei prezzi dei generi alimentari qualora i monsoni dovessero rivelarsi sfavorevoli.”
Emergenti
Wim-Hein Pals di Robeco scrive in una nota che il settore tecnologico resta il principale motore di crescita dell’intero universo emergente. Quest’area ha subito solo un rallentamento temporaneo a causa delle tensioni in Iran, ma lo scenario di fondo resta costruttivo: “gli utili interessanti, le valutazioni e la crescita guidata dalla tecnologia dovrebbero sostenere un nuovo ciclo di rialzo”. L’esperto evidenzia inoltre che i mercati emergenti non sono più semplicemente ciclici, ma sempre più legati a “digitalizzazione, innovazione e domanda interna”, con la Corea del Sud e Taiwan al centro della catena globale dell’intelligenza artificiale. Secondo Robeco, il contesto post-conflitto dovrebbe favorire nel 2026 una sovraperformance degli emergenti rispetto ai mercati sviluppati, grazie a tassi più bassi, crescita degli utili più forte e governance in miglioramento. Il premio valutativo resta significativo, con uno sconto del 30% rispetto ai mercati sviluppati che, secondo Pals, “rappresenta un’anomalia destinata a ridursi”. L’analisi prevede una crescita degli utili del 21% per i mercati emergenti contro il 14% dei paesi sviluppati, segnando il terzo anno consecutivo di superiorità. Tuttavia, l’esperto avverte che uno scenario geopolitico più estremo potrebbe indebolire il quadro, con rischi legati a dollaro forte, inflazione e rallentamento globale. Sul posizionamento, Robeco mantiene un forte sovrappeso sulla Corea del Sud, definita “attraente per fondamentali e riforme”, oltre a Indonesia e Vietnam per crescita e valutazioni. Più prudenza su Cina e India, mentre in America Latina spiccano Messico, Cile e Brasile, quest’ultimo favorito dal rialzo dei prezzi energetici. In Europa emergente, interesse su Grecia e Polonia per il sostegno delle politiche UE, mentre il Sudafrica beneficia delle materie prime.
Brasile
Il Paese continua a essere uno dei principali beneficiari dei flussi verso i mercati emergenti, sostenuto da una forte domanda degli investitori esteri e da prospettive positive per le azioni cicliche. Per queste ragioni, le recenti debolezze dell’azionario non sono un problema serio, Goldman Sachs non vede segnali di inversione strutturale, mentre il mercato azionario resta favorito dall’esposizione alle materie prime e da valutazioni ancora interessanti.
Secondo la banca, le preoccupazioni su un possibile “reversal” dei flussi una volta terminata la fase di tensioni geopolitiche sono eccessive. Goldman Sachs osserva che le recenti uscite sono concentrate in poche operazioni di grandi dimensioni e non indicano un cambiamento diffuso del sentiment. Il posizionamento degli investitori internazionali resta infatti solido, con una domanda ancora forte di diversificazione verso l’America Latina.
La banca sottolinea inoltre che la quota di investitori esteri sul mercato azionario brasiliano è ancora vicina alle medie storiche, lasciando “spazio per ulteriori allocazioni anche dopo la fine del conflitto”. In questo contesto, le azioni cicliche brasiliane sono viste come particolarmente favorevoli, con un target sul Bovespa a 215.000 punti e un potenziale di rialzo a doppia cifra nei prossimi 12 mesi.
Un altro elemento chiave del report riguarda le elezioni presidenziali di ottobre, considerate una fonte rilevante di volatilità. Il mercato, secondo Goldman Sachs, percepisce la corsa come “altamente competitiva e ancora incerta”, con una maggiore chiarezza attesa tra fine luglio e inizio agosto. In questa fase, la volatilità tende storicamente ad aumentare, mentre la performance degli asset dipende fortemente dall’evoluzione del quadro politico.
Gli analisti Sunil Koul e Kamakshya Trivedi evidenziano che, nelle fasi pre-elettorali, i titoli ciclici domestici di qualità tendono a sovraperformare grazie alla loro maggiore resilienza agli shock politici. In particolare, osservano che “gli investitori stanno già posizionandosi su società domestiche di alta qualità”, ritenute capaci di mantenere buone performance indipendentemente dall’esito del voto.
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