Borse asiatiche in frenata in attesa di notizie sulla tregua in Iran
Secondo il presidente Donald Trump, la Repubblica Islamica avrebbe accettato alcune condizioni, ma Teheran non ha confermato. Petrolio in calo dell'1%

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I mercati asiatici frenano dopo il rally della passata sessione, in attesa di nuovi sviluppi sul conflitto fra Usa e Iran, che dovrebbero portare ad un’estensione della tregua in scadenza la prossima settimana.
L’indice MSCI All Country World è sceso dello 0,1% dopo un rally di 10 giorni e il raggiungimento di un nuovo massimo storico nella giornata di giovedì. L’indice MSCI Asia Pacific ha perso lo 0,8%
Il presidente Donald Trump si è dichiarato ottimista sulla possibilità di risolvere in via definitiva il conflitto con l’Iran. Il tycoon ha inoltre aggiunto, senza fornire prove, che l’Iran avrebbe accettato alcune condizioni, tra cui quella di consegnare il materiale nucleare. Le prospettive di un accordo con l’Iran “sembrano molto buone”, ha affermato. L’accordo includerebbe anche l’apertura dello Stretto di Hormuz. Teheran non ha però confermato.
Il petrolio Brent è sceso dell’1,2% a 98,20 dollari al barile.
“Il conflitto tra Stati Uniti e Iran si è chiaramente attenuato, ma ci sono pochissimi segnali che ciò stia portando a una seria ripresa dei flussi di materie prime attraverso lo Stretto di Hormuz. Questo indica che il greggio potrebbe tornare sopra i 100 dollari al barile e le azioni allontanarsi dai record di questa settimana”. Lo ha affermato Garfield Reynolds, responsabile del team MLIV Asia.
“I mercati asiatici stanno già scontando un’estensione del cessate il fuoco che ancora non esiste”, ha dichiarato Oriano Lizza, sales trader di CMC Markets a Singapore. “Il Nikkei ha superato il record di febbraio, mentre il Brent si è stabilizzato sopra i 94 dollari al barile dopo forti oscillazioni all’inizio della settimana. Questi movimenti si basano su segnali diplomatici e non su un accordo firmato”.
In Giappone, il Nikkei 225 e il Topix hanno perso l’1% dopo il nuovo massimo storico raggiunto giovedì.
Il governatore della Bank of Japan, Kazuo Ueda, non ha fornito un segnale chiaro sui tassi in vista della decisione della banca prevista per questo mese. “La situazione attuale comporta uno shock significativo dovuto all’aumento dei prezzi dell’energia. Questo crea sia rischi al rialzo per l’inflazione sia, allo stesso tempo, rischi al ribasso per l’economia”, ha dichiarato Ueda giovedì a Washington dopo aver partecipato a una riunione del G20. “Ecco perché non è facile dare una risposta generale”.
Il governatore ha mantenuto quindi una linea prudente, evitando di vincolarsi su decisioni future. “In generale, tenendo conto di fattori come la possibile durata dello shock e altre condizioni economiche, sceglieremo la risposta più appropriata per raggiungere in modo sostenibile il nostro obiettivo di inflazione al 2%”, ha aggiunto Ueda.
Lo yen si è indebolito dopo la conferenza stampa, arrivando a quota 159,43 contro il dollaro.
Fra i titoli, Sanrio -5%. Un amministratore delegato della società giapponese proprietaria del marchio Hello Kitty è sospettato di aver ricevuto compensi impropri nel corso degli anni.
L’indice CSI 300 della Cina è sceso dello 0,1%; l’Hang Seng di Hong Kong dell’1%.
Kweichow Moutai -3%. Il produttore cinese di liquori premium ha chiuso l’anno con utili deboli.
Yuanjie Semiconductor Technology sale del 10%, nuovo massimo storico, grazie all’entusiasmo generato dall’intelligenza artificiale. I chip laser dell’azienda forniscono la luce che consente la comunicazione ottica, su cui si basano i data center dell’IA per trasferire enormi quantità di dati tra i server.
Kospi della Corea del Sud -0,5%. Taiex di Taiwan -0,4%
S&P/ASX 200 dell’Australia -0,4%. Zip Co +14%, il massimo dal 22 agosto. La società australiana di pagamenti ha previsto un Ebitda annuale di almeno 260 milioni di dollari australiani.
Straits Times Index di Singapore -0,1%.
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