Borse asiatiche in calo dopo l’ultimatum di Trump all’Iran
Il presidente degli Stati Uniti ha concesso al Paese due giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz, minacciando, in caso contrario, di bombardare le centrali elettriche. Brent sopra i 112 dollari

Photo by hapabapa/Getty Images
Le borse asiatiche scendono, condizionate dagli sviluppi della guerra in Medio Oriente.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato all’Iran un ultimatum di due giorni per riaprire lo Stretto di Hormuz, minacciando, in caso contrario, di bombardarne le centrali elettriche. Lo ha dichiarato sabato attraverso un post su Truth Social.
L’Iran ha risposto che, se le sue infrastrutture energetiche saranno attaccate, chiuderà “completamente” lo Stretto di Hormuz. Lo ha riportato la TV di Stato domenica, citando un comunicato del comando militare.
Il Brent tratta sopra i 112 dollari al barile.
In Giappone, il Nikkei 225 e il Topix perdono oltre il 3%. Le vendite si sono concentrate sui settori dell’elettronica, delle banche e dei semiconduttori. Renesas Electronics -9%, e Lasertec -6%, si classificano come i titoli peggiori del listino. "Qualunque cosa accada ora, ciò che è diventato assolutamente chiaro è il quadro dell’inflazione nel breve termine", ha dichiarato Amir Anvarzadeh, stratega azionario per il Giappone presso Asymmetric Advisors. Anvarzadeh prevede che i titoli legati all’intelligenza artificiale, come il produttore di cavi Fujikura, -4%, saranno tra i più colpiti.
Il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a 10 anni è salito di sei punti base al 2,32%, vicino al livello più alto dal 1999.
In Corea, il Kospi perde oltre il 6%, si tratta del calo più marcato dal 9 marzo, zavorrato soprattutto dai giganti dei chip Samsung Electronics -6% e SK Hynix -7%.
Il won sudcoreano ha perso fino allo 0,5% a 1.512,30 e ha raggiunto il livello più basso dal marzo 2009 rispetto al dollaro.
Le azioni coreane sono state molto volatili dall’inizio della crisi in Medio Oriente, soprattutto a causa delle preoccupazioni legate alla dipendenza del Paese dal petrolio importato, che hanno superato l’ottimismo generato dalla diffusione dell'intelligenza artificiale.
L'instabilità del mercato ha portato a un numero insolitamente elevato di sospensioni delle contrattazioni da parte della Korea Exchange. Lunedì, la borsa ha attivato un cosiddetto "sidecar" e ha sospeso il trading per cinque minuti. È stato il decimo sidecar dell’anno, rispetto ai tre dell’intero 2025, e il numero più alto dal 2008.
Nel frattempo, Shin Hyun Song, alto funzionario della Bank for International Settlements, è stato nominato governatore della banca centrale del Paese. "È probabile che si concentri maggiormente sul debito delle famiglie e sulla stabilità del cambio, segnando un chiaro spostamento rispetto a una politica monetaria focalizzata su crescita e inflazione”, ha dichiarato Jeong-woo Park, economista di Nomura. "Considerando la sua esperienza alla BIS e le condizioni macroeconomiche della Corea, ritengo sia più incline a una posizione restrittiva".
In Cina, il CSI 300, gli indici Shanghai Composite e Shenzhen Composite perdono il 3%. Hang Seng di Hong Kong -3,6%.
Il premier cinese Li Qiang ha dichiarato di prendere in considerazione le preoccupazioni dei partner commerciali relative all’ampio surplus della Cina.
Pechino teme che questo fattore possa compromettere le relazioni con gli altri Paesi, dopo aver faticosamente raggiunto una tregua con gli Stati Uniti sui dazi. "Prendiamo seriamente le preoccupazioni dei nostri partner commerciali e siamo pronti a lavorare con tutte le parti per promuovere uno sviluppo sano ed equilibrato del commercio", ha dichiarato Li durante un discorso al China Development Forum tenutosi a Pechino domenica. "Aumenteremo ulteriormente l’accesso al mercato per il settore dei servizi e incrementeremo le importazioni di prodotti medici e sanitari, tecnologie digitali e servizi a basse emissioni di carbonio, per offrire maggiori opportunità di business alle aziende straniere", ha aggiunto.
Lo scorso anno, la Cina ha registrato un surplus commerciale record di 1.200 miliardi di dollari e le esportazioni hanno continuato a crescere nei primi due mesi del 2026.
Il Taiex di Taiwan e il Nifty 50 dell’India perdono il 2,5%. Negativa anche la borsa australiana, S&P/ASX 200 -0,8%.
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