Borse asiatiche contrastate, in calo Giappone e Indonesia, su il Kospi, incerta la Cina
C’è molta insicurezza in merito alle prossime mosse di Donald Trump in Iran. Secondo il presidente Usa, gli Stati Uniti starebbero dialogando con il Paese, che però smentisce

Photo by LewisTsePuiLung/Getty Images
Le azioni asiatiche sono contrastate. Il MSCI Asia Pacific Index, dopo alcune oscillazioni, si è stabilizzato sopra la parità.
C’è molta incertezza in merito a quelle che potrebbero essere le prossime mosse di Donald Trump in Iran. Secondo il presidente Usa, gli Stati Uniti starebbero dialogando con il Paese, anche se i vertici della Repubblica Islamica hanno affermato di non aver chiesto negoziati, né un cessate il fuoco. Trump ha aumentato le pressioni sugli altri Paesi affinché diano il loro sostegno per far riaprire lo Stretto di Hormuz.
Il petrolio Brent tratta sopra i 104 dollari il barile. "L’avversione al rischio è in aumento e si vede che alcune posizioni vengono leggermente ridotte, anche se per ora non in modo significativo", ha dichiarato Mixo Das, stratega di JPMorgan, in un’intervista a Bloomberg TV. "Nel breve termine, la strategia è spostarsi dai semiconduttori ai beni di prima necessità, ai materiali energetici e ai titoli industriali".
In Giappone, il Nikkei perde lo 0,2%, il Topix lo 0,4%. Goldman Sachs ha ridotto i target a breve termine del Topix a causa dei rischi geopolitici. Gli investitori rimangono cauti in attesa dell’incontro tra il primo ministro Sanae Takaichi e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, previsto per questa settimana. "La speculazione in vista del vertice tra Stati Uniti e Giappone limita i rialzi. Esiste la possibilità che il Giappone accetti di inviare navi in Medio Oriente, cosa che potrebbe favorire i titoli della difesa", ha dichiarato Kazuhiro Sasaki, responsabile della ricerca di Phillip Securities.
A limitare l’appetito per il rischio concorre anche l’incertezza intorno alle prossime mosse della Bank of Japan, che si riunirà tra mercoledì e giovedì. “Prezzi del petrolio più alti tendono a generare inflazione e a indebolire lo yen, rendendo più probabili aumenti dei tassi”, ha affermato Sasaki.
In Cina, il CSI 300 tratta intorno alla parità, Shanghai Composite -0,3%, Shenzhen Composite -0,1%.
Hong Kong è invece positiva, l’indice Hang Seng è in rialzo del +1,4%. I titoli tecnologici del listino sono saliti in vista dei risultati trimestrali di Tencent, +3%, e Alibaba +1%, che usciranno questa settimana. Salgono le società dei veicoli elettrici. BYD guadagna fino al 6%, Nio +6% e Xiaomi +5%. Secondo alcune indiscrezioni locali, lo stabilimento brasiliano di BYD ha ricevuto un ordine di circa 100.000 veicoli da Argentina e Mexico. "Questo sostiene le attese su BYD, per la quale nel tempo le vendite all’estero diventeranno il principale volano dei profitti", ha dichiarato Eugene Hsiao, stratega di Macquarie Capital.
In Corea del Sud, il Kospi guadagna l’1,3%, sostenuto soprattutto dai produttori di chip. Samsung Electronics +3%, e SK Hynix +7%. Da inizio anno, il Kospi avanza del 31%.
In Indonesia, il Jakarta Composite Index è sceso fino al 3,1%, il livello più basso degli ultimi otto mesi, per il timore che il presidente Prabowo Subianto possa rimuovere il limite storico al deficit del bilancio statale.
Nel fine settimana alcuni ministri hanno dichiarato che il limite al deficit di bilancio pari al 3% del prodotto interno lordo è difficile da mantenere, mentre la guerra con l’Iran spinge verso l’alto i prezzi del petrolio. Prabowo ha dichiarato a Bloomberg che prenderebbe in considerazione il superamento temporaneo del tetto al deficit solo in situazioni di emergenza.
"Stanno dicendo che il limite del 3% di deficit di bilancio è difficile da mantenere", ha dichiarato John Foo, fondatore di Valverde Investment Partners a Singapore. “Qualcosa deve cambiare. O si aumenta il deficit, oppure si riduce la crescita. In ogni caso, non è positivo".
I titoli dei trasporti e immobiliari sono stati tra i peggiori nell’indice, che si avvia verso la quarta giornata consecutiva di perdite. Il rendimento dei titoli di Stato decennali del Paese è salito di 11 punti base, il livello più alto degli ultimi 10 mesi, mentre la Indonesian rupiah si è indebolita dello 0,2% a 16.985 su dollaro.
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