Asia in ribasso, vendite generalizzate sui tech
In Corea, il sindacato di Samsung ha dichiarato che entrerà in sciopero a partire da giovedì 21 maggio

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Scendono i mercati asiatici, con i titoli tecnologici che seguono le perdite registrate durante la notte a Wall Street.
Martedì, i principali indici di Wall Street hanno chiuso in calo per la terza sessione consecutiva, con i titoli tecnologici e dei semiconduttori a guidare i ribassi.
Gli investitori sono diventati più cauti in vista della pubblicazione degli utili trimestrali del colosso dei chip Nvidia prevista per oggi, con l'obiettivo di ottenere nuovi indizi sulla sostenibilità della spesa nell’intelligenza artificiale.
I prezzi del petrolio Brent restano elevati sopra i 110 dollari al barile, pur registrando un lieve calo dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto di aver rinviato un attacco militare pianificato contro l’Iran. Trump ha successivamente avvertito che gli Stati Uniti potrebbero comunque attaccare il regime se gli sforzi diplomatici dovessero fallire, mantenendo alta l’attenzione sulle tensioni geopolitiche e sui timori inflazionistici.
Corea, Samsung verso lo sciopero
Il KOSPI sudcoreano scende di oltre l'1%. Il titolo Samsung ha invertito i guadagni iniziali e registra un calo dello 0,8% dopo che l’azienda ha dichiarato che i negoziati con il sindacato sono falliti a causa di divergenze irrisolte su alcune questioni ancora aperte.
L’agenzia di stampa Yonhap ha riferito che il sindacato di Samsung ha confermato che entrerà in sciopero a partire da giovedì 21 maggio.
Cina, tassi fermi
L’indice Shanghai Composite cinese perde lo 0,5%, mentre il blue-chip Shanghai Shenzhen CSI 300 cede lo 0,3%.
L’indice Hang Seng di Hong Kong cala dello 0,5%.
La People’s Bank of China ha lasciato invariato il loan prime rate (LPR) a un anno al 3,00% e quello a cinque anni al 3,50%, in linea con le aspettative del mercato. Dunque, il tasso di riferimento sui prestiti resta fermo per il dodicesimo mese consecutivo, mentre le autorità cercano di bilanciare la necessità di sostenere la debole domanda interna con i crescenti rischi inflazionistici legati all’aumento dei prezzi globali dell’energia.
La decisione ha offerto scarso sostegno ai mercati cinesi continentali, con gli investitori ancora preoccupati per la debole domanda di credito e il prolungato rallentamento del settore immobiliare.
Altrove in Asia-Pacifico
Il Nikkei 225 giapponese scende dell’1,5%, mentre l’indice più ampio TOPIX perde l’1,7%.
L’S&P/ASX 200 australiano cede l’1,2%.
Il Nifty 50 indiano perde lo 0,5%.
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