Asia in ribasso, troppa confusione sulla de-escalation
Secondo i media locali, il Giappone ha iniziato a rilasciare petrolio dalle proprie riserve strategiche nazionali

Photo by Marco Bottigelli/Getty Images
Le Borse asiatiche viaggiano prevalentemente in ribasso, mentre i mercati analizzano segnali contrastanti su una possibile de-escalation nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Anche il rimbalzo dei prezzi del petrolio esercita una certa pressione.
I mercati regionali hanno in gran parte ignorato i segnali positivi provenienti da Wall Street durante la notte, a causa della confusione sulle potenziali trattative in Medio Oriente.
I mercati avevano trovato un po’ di sollievo mercoledì dopo che gli Stati Uniti avevano inviato a Teheran una proposta di cessate il fuoco in 15 punti. In un primo momento, l’Iran ha respinto la proposta, ma successivamente ha fatto sapere che la esaminerà. Tuttavia, sembra non voler discutere un cessate il fuoco, almeno nell'immediato.
Le ostilità tra Iran, Stati Uniti e i Paesi circostanti del Medio Oriente continuano. La guerra è entrata nella sua quarta settimana consecutiva. L’Iran ha bloccato lo Stretto di Hormuz, tagliando fuori circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas.
Corea del Sud
Il KOSPI sudcoreano è il peggior indice in Asia, in calo del 2,5%.
Pesano le perdite nei titoli dei chip di memoria, tra i timori che una nuova tecnologia sviluppata da Google (ovvero un algoritmo di compressione) possa ridurre la domanda di memoria generata dall’intelligenza artificiale.
Samsung Electronics e SK Hynix perdono circa il 4% e il 5%. Le due società hanno tratto grande beneficio, negli ultimi trimestri, dalla carenza di offerta di memoria dovuta all’IA, dato che la scarsità ha aumentato i prezzi di vendita e i margini.
Giappone
Il Nikkei 225 scende dello 0,7%.
Secondo i media locali, il Giappone ha iniziato a rilasciare petrolio dalle proprie riserve strategiche nazionali per compensare le interruzioni dell’offerta derivanti dal conflitto con l’Iran.
Il Primo Ministro Sanae Takaichi, all’inizio della settimana, aveva detto che Tokyo rilascerà circa 80 milioni di barili di petrolio immagazzinato ai raffinatori locali.
I mercati regionali, molto esposti al petrolio in arrivo dal Golfo, stanno affrontando settimane di perdite, tra persistenti timori sugli effetti economici del conflitto.
Il resto dell'Asia Pacifico
Tra gli altri mercati asiatici, l’Australia con l’ASX 200 scende dello 0,1%.
In Cina, gli indici Shanghai, Shenzhen, CSI 300 e Shanghai Composite calano di oltre lo 0,7%. L’Hang Seng di Hong Kong perde l’1,8%.
L’indice Straits Times di Singapore è invece leggermente positivo, con un +0,2%.
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