Asia in ribasso tra escalation e preoccupazioni delle banche centrali
La Bank of Japan ha affermato che il conflitto in Medio Oriente e i prezzi del greggio potrebbero influenzare il percorso dell’inflazione

Photo by LewisTsePuiLung/Getty Images
Le azioni asiatiche scendono, dopo che la Bank of Japan ha lasciato i tassi d’interesse invariati e ha segnalato una crescente incertezza sull’inflazione.
Il sentiment globale è stato influenzato anche dalla decisione della Federal Reserve di lasciare i tassi invariati mercoledì, accompagnando la scelta con toni restrittivi.
I prezzi del petrolio restano un fattore chiave, con il Brent che è balzato sopra i 110 dollari al barile.
La guerra prosegue in escalation: ci sono stati attacchi iraniani contro diverse infrastrutture energetiche in Medio Oriente, in risposta a un attacco al giacimento di gas South Pars in Iran.
Il Qatar ha dichiarato che missili iraniani hanno causato gravi danni all’hub energetico di Ras Laffan, mentre l’Arabia Saudita ha intercettato missili balistici e droni diretti contro infrastrutture energetiche.
L’allargamento del conflitto ha alimentato i timori di interruzioni prolungate delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta da cui transita circa un quinto dei flussi globali di petrolio e gas naturale liquefatto.
Giappone
La Bank of Japan ha mantenuto il tasso di riferimento a breve termine allo 0,75%, come ampiamente previsto. L'istituto ha affermato che il conflitto in Medio Oriente e i prezzi del greggio potrebbero influenzare il percorso dell’inflazione in Giappone, soprattutto considerando la forte dipendenza del Paese dalle importazioni energetiche.
Il membro del consiglio Hajime Takata ha dissentito dalla decisione, chiedendo già un aumento di 25 punti base, sottolineando la crescente preoccupazione all’interno del board per il fatto che persistenti pressioni sui prezzi possano richiedere una risposta più decisa.
Il Nikkei 225 scivola del 3%.
Corea, Cina e Australia
Il KOSPI della Corea del Sud perde il 2,5%.
Lo Shanghai Composite cinese e il CSI 300 di Shanghai e Shenzhen scendono di oltre l’1%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong cede più del 2%.
In Australia, l’S&P/ASX 200 perde l’1,6% dopo che i dati hanno mostrato un aumento del tasso di disoccupazione a febbraio, mentre i posti di lavoro a tempo pieno sono diminuiti.
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