Asia in ribasso, spiragli di de-escalation dagli Usa

Il Wall Street Journal ha riportato che Trump ha detto ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alla guerra contro l’Iran anche senza un’operazione nello Stretto di Hormuz

Autore: Redazione
Trump parla durante un incontro con leader aziendali presso la residenza dell’ambasciatore USA.

Photo by Andrew Harnik/Getty Images

Le azioni asiatiche restano sotto pressione, mentre i mercati valutano nuovi segnali sulla guerra di USA-Israele contro l’Iran.

Il Wall Street Journal ha riportato lunedì sera che Trump ha detto ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alle ostilità militari contro l’Iran anche senza un’operazione per riaprire con la forza lo Stretto di Hormuz.

Trump e i suoi collaboratori hanno valutato che un’operazione per riaprire questo punto di passaggio marittimo potrebbe prolungare il conflitto oltre la tempistica iniziale prevista di circa sei settimane, ha riferito il WSJ.

"Trump potrebbe essere costretto ad ammainare bandiera bianca per controllare i prezzi della benzina e quindi l’inflazione prima delle elezioni di metà mandato", ha dichiarato Ben Emons, CIO di Fed Watch Advisors, sottolineando che i "segnali verbali" di Trump per porre fine alla guerra con l’Iran hanno acquisito forza dopo che il Brent si è avvicinato al livello di 120 dollari al barile.

La notizia del WSJ è stata accolta positivamente, ma non è abbastanza concreta per invertire la rotta delle borse asiatiche.

I future di Wall Street anticipano un avvio in rialzo dello 0,5%.

Corea

Il KOSPI sudcoreano scende del 4%. C'è ancora troppa incertezza sulla de-escalation e restano le preoccupazioni per le interruzioni delle forniture energetiche causate dalla guerra con l’Iran.

Le perdite sono aggravate dalle forti vendite dei titoli locali dei produttori di chip, in particolare Samsung Electronics Co Ltd e SK Hynix. I due sono stati colpiti da dubbi sulla domanda di chip a lungo termine da parte dell’industria dell’intelligenza artificiale.

Anche altri settori del KOSPI sono stati oggetto di prese di profitto dopo un forte rally nei primi due mesi del 2026. Nonostante le pesanti perdite di marzo, il KOSPI risulta comunque in rialzo di quasi il 20% dall’inizio del 2026.

Cina

Gli indici cinesi Shanghai Shenzhen CSI 300 e Shanghai Composite scendono rispettivamente dello 0,5% e dello 0,4%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong cala dello 0,5%.

Le perdite sono arrivate nonostante dati PMI positivi per marzo: l’attività manifatturiera è cresciuta più del previsto, mentre l’attività non manifatturiera è aumentata a sorpresa.

I dati PMI hanno indicato un certo miglioramento dell’attività economica nella più grande economia asiatica, grazie alla forte domanda di esportazioni e al continuo sostegno di Pechino.

Giappone e Australia

Il Nikkei 225 giapponese scende dell'1,2%.

I mercati giapponesi, nell'ultimo periodo, sono stati spaventati, oltre che dalla guerra, dalle persistenti preoccupazioni riguardo ulteriori aumenti dei tassi di interesse da parte della Bank of Japan.

L’S&P/ASX 200 australiano è positivo, +0,5%.

Il Sensex di Mumbai è chiuso.



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