Asia in calo mentre le tensioni Usa-Iran fanno correre il petrolio
I titoli tecnologici asiatici hanno un andamento misto, seguendo reazioni disomogenee ai risultati delle megacap statunitensi

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Le borse asiatiche scendono, tra un forte aumento dei prezzi del petrolio, risultati societari contrastanti e una prospettiva prudente della politica della Federal Reserve.
Wall Street ha chiuso quasi invariata. I titoli tecnologici asiatici hanno un andamento misto, seguendo reazioni disomogenee ai risultati delle megacap statunitensi.
Meta: gli investimenti in conto capitale del primo trimestre si sono rivelati inferiori alle aspettative e la crescita degli utenti ha deluso le aspettative.
Microsoft: la società ha registrato risultati superiori alle attese sia in termini di fatturato che di utile netto nel terzo trimestre, oltre a un aumento del 40% dei ricavi derivanti da Azure e da altri servizi cloud.
Alphabet ha registrato un fatturato del primo trimestre superiore alle previsioni dopo che i ricavi di Google Cloud hanno superato le aspettative.
Amazon: i risultati del primo trimestre hanno superato le aspettative e i ricavi del cloud computing hanno registrato un'impennata.
Petrolio e Fed
L’impennata del petrolio e l’avvertimento della Fed sull’inflazione pesano sul sentiment. I prezzi del petrolio sono rimasti un fattore chiave per il sentiment, con il Brent che è salito oltre i 120 dollari al barile, per poi scendere in area 115 dollari, a causa della continua chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il Wall Street Journal di mercoledì ha affermato che Donald Trump sta esortando gli alleati a unirsi a una coalizione “Maritime Freedom Construct” per ripristinare il traffico marittimo nello stretto, mentre Washington si starebbe preparando a un blocco prolungato.
La Fed ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse. Il presidente Jerome Powell, in quella che si prevede sarà la sua ultima conferenza stampa come presidente, ha avvertito che i rischi di inflazione rimangono elevati a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia, segnalando al contempo che rimarrà nel consiglio come governatore.
Indici dell'Asia-Pacifico
Il Nikkei 225 giapponese scende dell’1,5%. I dati economici hanno aumentato la cautela. La produzione industriale giapponese è diminuita inaspettatamente a marzo, segnalando una fragilità del settore manifatturiero, mentre la crescita delle vendite al dettaglio ha superato le stime.
L’indice Shanghai Composite della Cina è sostanzialmente invariato, mentre l’Hang Seng di Hong Kong cala dell’1,2%. I dati cinesi hanno mostrato un’espansione dell’attività manifatturiera per il secondo mese consecutivo, con l’indice PMI manifatturiero che è rimasto sopra la soglia di 50, sostenuto da esportazioni più forti.
Il KOSPI tocca un nuovo massimo storico dopo i risultati di Samsung, ma poi scende: -0,9%. La società ha riportato un profitto trimestrale record, trainato dalla forte domanda di chip di memoria legati all’intelligenza artificiale.
Il Nifty 50 dell’India cala dell’1,4%. L’S&P/ASX 200 dell’Australia scende dello 0,5%.
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