Midterm Usa, vince la risacca rossa: per i mercati cambia poco

I democratici conquistano Camera e Senato, ma senza i numeri per superare il veto di Trump. Secondo Donatella Principe, inflazione, dazi e debito restano i nodi per gli investitori.

Autore: Marino Masotti

I democratici vincono le elezioni di midterm sia alla Camera sia al Senato, ma per Donatella Principe, head of Global Strategy, più che di un’onda blu si tratta di una risacca rossa: a perdere sono stati soprattutto i repubblicani, bocciati sulle politiche di Trump. Pesa soprattutto l’inflazione, sopra target da 66 mesi consecutivi, con mutui oltre il 7,2%.

Il margine, però, non basta a cambiare gli equilibri. Servono 60 voti al Senato per superare l’ostruzionismo e i due terzi in entrambe le Camere (67 e 290) per scavalcare il veto presidenziale, e Trump si è già definito “mister Veto”.

Sui dazi la musica non cambia: il presidente dispone di altri strumenti per reintrodurli, li usa per fare cassa e come leva negoziale, e restano quindi un fattore di inflazione e di tassi alti più a lungo. Lo stesso vale per l’intelligenza artificiale, difficile da frenare, e per la guerra in Iran, sulla quale i poteri del comandante in capo restano intatti.

Il vero nodo è il debito: il tetto potrebbe tornare in discussione in primavera, con un rischio default non pari a zero e volatilità sulla parte lunga della curva. Per chi investe, in sintesi, le novità sono poche: l’attenzione resta sul mercato obbligazionario.

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