BCE cosa aspettarsi dalla riunione, impatto su euro spread e BTP

I tassi saranno confermati al 2,5%, potrebbe esserci un altro incremento a dicembre: il mercato ne prevede almeno un altro nel 2027 ma gli economisti pensano che saranno meno

Autore: Marino Masotti

Tassi fermi a ottobre, in rialzo a dicembre


Domani la Banca centrale europea (Bce) dovrebbe lasciare il tasso sui depositi al 2,50%, nessuno prevede altro. 
Il mercato prevede circa 70 punti base di rialzi, cioè quasi tre aumenti da 0,25 punti, ma PIMCO ritiene che i rischi vadano verso un numero minore di aumenti.
Secondo Konstantin Veit, di PIMCO, la decisione sarà unanime e la Bce resterà sulla "via di mezzo" indicata da Christine Lagarde all'inizio dell'anno. Anche Rushabh Amin, di Allspring Global Investments, parla di poco più di due rialzi e mezzo scontati entro settembre del prossimo anno. 
Per Goldman Sachs un ultimo rialzo a dicembre resta lo scenario di base; un altro a marzo è possibile se l'energia continuerà a salire, ma superare il 3% sui depositi appare difficile. Il petrolio resta un fattore di tensione

Inflazione e crescita

Amin vede rischi di stagflazione e parla di un'economia che sta perdendo slancio. Gli economisti di Goldman Sachs, Sven Jari Stehn e Alexandre Stott, affermano invece che il quadro economico regge, il Pil del terzo trimestre viaggia verso il +0,21%, appena sotto le stime della Bce. L'inflazione di fondo, che esclude le voci più volatili, è salita al 2,5% a settembre, ma le tensioni sui salari restano contenute. 
Annalisa Piazza, di MFS Investment Management, giudica probabile un aumento a dicembre fino al 2,75%, seguito da una lunga pausa nel 2027. Ritiene che la Bce si stia avvicinando alla fine dei rialzi e che "il mercato stia sovrastimando l'entità di ulteriori aumenti dei tassi".
Un taglio potrebbe tornare in discussione solo verso la fine del 2027, se l'energia si normalizzasse.

François Rimeu, di Crédit Mutuel AM si attende "il mantenimento dello status quo" e una Bce che eviterà, "come ormai di consueto", di dare indicazioni sul percorso dei tassi. A suo avviso rendimenti più alti, costi di finanziamento più rigidi e un secondo shock energetico potrebbero frenare la domanda e ridurre il bisogno di nuove strette.
Per Goldman la stretta sui mercati vale già un rialzo dei tassi, con un costo fino a mezzo punto di Pil. Lo dice anche il governatore della Banca di Francia, Moulin, secondo cui l'aumento dei rendimenti "sta facendo il lavoro" al posto della Bce.

Cosa succederà sui mercati domani

Per Piazza, le ripercussioni potrebbero essere sul divario tra i titoli governativi francesi e tedeschi, saliti nei giorni scorsi su massimi pluriennali.
E' possibile che Christine Lagarde distingua tra una revisione ordinata del rischio fiscale e dinamiche disordinate che ostacolano la trasmissione della politica monetaria, senza evocare però l'impiego dello scudo anti-spread (Tpi), mai attivato finora. Secondo Goldman Sachs, uno strumento di simile portata richiederebbe tensioni molto più forti.

Un messaggio equilibrato di Lagarde sosterrebbe i titoli a scadenza breve e media, mentre quelli a lunga scadenza resterebbero esposti ai timori sui conti pubblici. 

Per il cambio, l'euro scambia vicino a 1,11 dollari, penalizzato dal divario nei rendimenti reali e in attesa della Bce. Oggi la Fed è attesa su tassi invariati al 4%: un dollaro solido limita lo spazio della moneta unica, un tono troppo prudente di Lagarde potrebbe indebolirla ulteriormente.

Le Borse europee, negli ultimi giorni hanno seguito il petrolio più che i tassi. 


 



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