Borse tra crescita economica scatenata e segnali di fine ciclo

Florent Pochon, responsabile senior della ricerca quantitativa cross-asset della banca francese, parla delle prospettive delle borse e delle obbligazioni in un'intervista con Websim a Milano.

Autore: Marino Masotti
Veduta della Borsa di Milano in Piazza Affari, cuore finanziario della città e centro degli scambi azionari italiani.

Photo by claudiodivizia/Getty Images

Le borse da inizio mese  

Ottobre, di norma favorevole ai mercati, si sta rivelando più difficile del previsto, tra i dubbi sull'intelligenza artificiale, i segnali di ritorno dell'inflazione e i prezzi dell'energia ancora alti. L'indice MSCI All Countries perde quasi l'1% da inizio mese, il Nasdaq oltre il 2%, l'MSCI Asia Pacific il 3,5%. Il peso maggiore ricade sui produttori di chip: l'indice SOX cede quasi il 12%.

Le azioni possono salire ancora

Nonostante i segnali di fine ciclo, la crescita regge e gli utili tengono: per Natixis ci sono ancora buone ragioni per non uscire dalle Borse, pur proteggendosi dai rischi. È la tesi di Florent Pochon, responsabile senior della ricerca quantitativa cross-asset della banca francese, intervistato da Websim a Milano.

Sulle azioni la tesi è invariata da diversi trimestri: "Le azioni hanno ancora un pavimento, perché non c'è recessione". Gli utili restano il pilastro: i profitti delle imprese americane sono al 14,4% del Pil, il livello più alto dal 1947, e per il 2026 l'MSCI World ha utili attesi in crescita del 29,3%, anche se i margini potrebbero essere vicini al massimo.

Secondo Pochon la risalita dei rendimenti obbligazionari non nasce da timori sull'inflazione, come mostrano i tassi al netto dei prezzi, ma da un'economia che non rallenta. È in corso un cambio di regime: più debito e disavanzi pubblici, più spesa militare, il boom dell'intelligenza artificiale da finanziare, l'indipendenza delle banche centrali a rischio. In questo quadro le decisioni della Federal Reserve non sono più il principale motore dei mercati.

Borse europee e l'effetto Francia

L'Europa è più vulnerabile perché più esposta all'energia: Natixis stima per l'area euro una crescita dell'1,4% l'anno prossimo, dopo l'1,1% di quest'anno. Più cauta la lettura sulla Francia, dove il costo del debito dovrebbe salire dal 2,2% del Pil del 2025 al 3,5% nel 2030, anche nello scenario ottimistico. Pesa anche la politica: in un sondaggio del 28 settembre Marine Le Pen è al 35-36% al primo turno delle presidenziali del 18 aprile 2027 e vincerebbe il ballottaggio contro Mélenchon (69 a 31) e contro Édouard Philippe (57 a 43). Le previsioni ufficiali della banca vedono la differenza di rendimento tra titoli francesi e tedeschi a 137 punti base a fine anno e a 90 a fine 2027, mentre quella tra titoli italiani e tedeschi scende a 75. Pochon, a titolo personale, è più prudente nel breve e non esclude livelli tra 200 e 240 punti. Con rendimenti vicini al 5%, però, i titoli francesi restano per lui un'occasione d'acquisto, per chi regge le oscillazioni.

Cautela sul credito aziendale

Il timore principale riguarda il credito. Le spese in investimenti dei cinque maggiori colossi tecnologici sono stimate a 733 miliardi di dollari nel 2026 e a circa 1.060 nel 2027, cifre superiori del 25% alle attese di giugno e in crescita ben oltre i flussi di cassa. Si finanziano sul mercato obbligazionario: 108 miliardi di emissioni nel 2025, 229 finora nel 2026, altri 350-400 attesi nel 2027. I costi per assicurarsi contro il rischio di insolvenza di questi gruppi sono saliti dal 30 ottobre 2025, quelli di Oracle di circa tre volte, mentre il Nasdaq è ai massimi. "Mi sembra uno schema da fine ciclo", commenta Pochon, secondo cui può essere "un buon momento per comprare protezione a basso costo" con le opzioni.

Strategia di portafoglio 

Quanto alla classica ripartizione 60% obbligazioni e 40% azioni, "probabilmente la morte dei bond è stata molto esagerata", ma a questi prezzi serve prudenza. Natixis propone un nuovo 60/40: 60% in azioni a bassa volatilità e 40% in strategie che catturano i trend di mercato, con in più operazioni di giornata che proteggono dagli shock di breve periodo.

I target di Natixis a settembre 2027 

Asset Target
Fed 4-4.25%
1 hike (Dec.)
Bce 3,00%
2 hikes (Dec-March)
Treasury Usa 10 anni 5,15%
Bund 10 anni 3,30%
S&P 500 8.400
Euro Stoxx 50 6.700
Brent 78 $/barile
Oro 4.500 $/oncia
EUR/USD 1,17
USD/JPY 153


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