Mercati, settimana chiave: banche centrali, trimestrali e geopolitica

Cinque riunioni di banche centrali, tra cui Fed e BCE, trimestrali Usa, Medio Oriente, Brasile e Francia: la volatilità sale di oltre il 30% in un mese.

Autore: Donatella Principe, Macro Research Team
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Una settimana tra le più intense dell’anno

Per economia e mercati si apre una delle settimane più dense dell’anno. In calendario ci sono cinque riunioni di banche centrali, tra cui Fed e BCE, i dati su crescita e inflazione delle principali economie, una raffica di trimestrali e diversi passaggi geopolitici capaci di muovere prezzi e aspettative. Il tutto arriva a ridosso delle elezioni americane.

Brasile: la conferma di Lula spiazza il mercato

Il mercato era posizionato per una vittoria di Bolsonaro, e la conferma di Lula ha colto gli investitori di sorpresa. Azioni e real brasiliani sono calati con decisione, gli spread si sono allargati in America Latina e la pressione si è estesa alle valute emergenti e alle materie prime alimentari.

Dietro il ribasso ci sono i timori sulla sostenibilità fiscale e la chiusura frettolosa delle posizioni costruite prima del voto.

Medio Oriente ed energia sotto i riflettori: il petrolio sopra i 115 dollari

Le elezioni israeliane si intrecciano con il conflitto in Iran e con le scelte degli Stati Uniti. Il mercato si sta preparando a una crisi più lunga: il Brent è tornato sopra i 115 dollari e le attese di una rapida normalizzazione dello stretto di Hormuz si sono ridotte drasticamente, fino ad annullarsi.

Inflazione e timori delle banche centrali

L’energia mantiene alta la pressione sui prezzi. Negli Stati Uniti l’indice PCE è atteso in accelerazione, mentre nell’Eurozona i dati preliminari dovrebbero restare resilienti. Eppure il mercato ha ridotto la probabilità di rialzi immediati dei tassi da parte di Fed e BCE: con economie fragili e rendimenti obbligazionari già elevati, cresce il timore di stringere troppo.

Più delle scelte sui tassi, conterà la comunicazione dei vertici di Fed e BCE. Lo scenario più probabile è una decisione prudente a ottobre, accompagnata da toni severi sull’inflazione in Europa.

Francia: l’OAT decennale raggiunge il Treasury

Il rendimento del titolo decennale francese ha superato il 5%, allineandosi a quello del Treasury americano. Per ora il mercato sta prezzando un forte aumento del rischio paese, non ancora una crisi sistemica. A fare la differenza saranno la credibilità delle istituzioni europee e la capacità della BCE di evitare che lo stress si propaghi. La tenuta del bond è importante anche per l’azionario, finora protetto dalla solidità dei bilanci aziendali, su cui i rendimenti esercitano pressione.

Trimestrali: l’intelligenza artificiale alla prova dei conti

Questa settimana presenta i conti più di un terzo delle società dell’indice, con Alphabet, Microsoft e Amazon al centro dell’attenzione. La domanda è se gli enormi investimenti in intelligenza artificiale stiano già producendo ricavi e margini sufficienti a soddisfare gli investitori.

Finora gli utili americani sono cresciuti con margini solidi, ma le sorprese positive risultano inferiori alla media storica. Le aziende continuano a crescere, ma faticano a battere aspettative già molto elevate.

Volatilità in aumento: serve più attenzione

In un mese la volatilità è salita di oltre il 30%, sia sull’azionario sia sull’obbligazionario. In una settimana con tanti fattori in gioco serve guardare in più direzioni e cogliere i segnali che li collegano: come la volatilità, deve alzarsi anche la soglia di attenzione.

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