Inflazione core e Treasury: due segnali che non tornano

Inflazione core in salita ma Treasury in calo. Trimestrali tech forti, semiconduttori in arretramento. Petrolio sopra 100$. Europa senza AI e importatrice netta di energia.

Autore: Donatella Principe, Macro Research Team
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Inflazione core in salita, ma la Fed aspetta dicembre

Sul fronte macro il messaggio è chiaro: la pressione sui prezzi non è soltanto energetica. Il mercato continua a interrogarsi sulla Federal Reserve. Un rialzo a ottobre appare solo un po' più probabile, ma comunque poco probabile anche per la vicinanza con le elezioni di medio termine. Dicembre resta il passaggio decisivo. La domanda è se la Fed continuerà a indicare una pausa nel 2027, mentre il mercato prezza già ulteriori strette.

A complicare il quadro c'è il petrolio, ancora sopra i 100$, spinto dalle tensioni nello Stretto di Hormuz. Gli attacchi alle petroliere, il rischio legato alle mine e l'aumento dei costi di trasporto mostrano che lo shock non riguarda soltanto il prezzo dell'energia: coinvolge anche sicurezza e logistica.

Perché i Treasury recuperano nonostante l'inflazione

Con rendimenti elevati, i titoli di Stato sono diventati più competitivi rispetto alle azioni. Circa il 95% delle società dell'S&P 500 offre ormai un dividend yield inferiore al rendimento del Treasury, con un ciclo degli utili quasi senza precedenti da due anni. Gli investitori chiedono quindi più distribuzione di dividendi e, in sua assenza, puntano sul Treasury. Ma le aziende ICT stanno destinando liquidità, aumenti di capitale e nuovo debito alla corsa all'intelligenza artificiale, non certo a dividendi e buyback.

Tecnologia e semiconduttori: crescita forte, margini sotto pressione

La domanda di chip resta forte, ma il mercato teme che la crescita non premi tutti allo stesso modo. Nuovi concorrenti cinesi nei chip, modelli open source e un rapido calo del costo dei token mettono sotto pressione i margini e le valutazioni. Il trade lungo di semiconduttori resta molto affollato, ma il consensus si è ridotto sensibilmente. Anche l'entusiasmo per i Magnifici Sette appare meno compatto.

Europa: l'anello debole

Il carovita alimenta proteste e richiesta di maggiore spesa pubblica, mentre i bond vigilantes reclamano disciplina fiscale. L'euro ne risente. Le prospettive globali restano positive, ma la crescita è disomogenea: Stati Uniti e Asia beneficiano maggiormente degli investimenti nell'intelligenza artificiale, con gli USA avvantaggiati anche dalla produzione energetica. L'Europa, senza intelligenza artificiale e importatrice netta di energia, rischia di restare l'anello debole.

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