Fed falco riluttante: il mercato non è convinto

Fed alza i tassi all'unanimità ma i dots sono timidi: un solo rialzo in più previsto. Il mercato prezza tre rialzi. I bond vigilantes giudicheranno la Fed troppo prudente?

Autore: Donatella Principe, Macro Research Team
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Il rialzo c'è, ma i dots raccontano un'altra storia

Il rialzo di 25 punti base è arrivato come atteso, con una probabilità vicina alla certezza. E la Fed ha votato all'unanimità un segnale forte, almeno in apparenza. Warsh ha rivisto al rialzo le stime di inflazione headline e core, ammettendo che il ritorno al target sarà più lento del previsto. Ha migliorato le previsioni di crescita, con un PIL più forte e una disoccupazione più contenuta. Ha alzato le stime del tasso di lungo periodo a livelli che non si vedevano da oltre dieci anni. E ha chiarito che tra i due mandati della Fed, oggi la priorità è la lotta all'inflazione.

Fin qui tutto coerente con una banca centrale pronta a stringere ancora. Ma poi arrivano i dots, le proiezioni dei membri del board sui tassi, e il messaggio cambia tono. In media indicano un solo ulteriore rialzo quest'anno e poi una Fed ferma per tutto il 2027. In altre parole, la Fed alza i tassi ma lo fa da falco riluttante.

Il mercato è più falco della Fed

Il mercato ragiona in modo più lineare: se l'economia americana resta solida e l'inflazione non rientra, un solo rialzo potrebbe non bastare. Gli investitori prezzano circa tre rialzi entro la fine del 2027, con una probabilità molto elevata che almeno uno arrivi già entro la fine del 2026. La reazione immediata dei mercati è stata quella tipica di un messaggio restrittivo, ma il movimento si è presto attenuato.

La vera domanda ora è un'altra: ai bond vigilantes basterà la promessa di almeno un altro rialzo? Se la risposta fosse negativa, i rendimenti sulla parte lunga della curva potrebbero tornare a salire, non per l'azione della Fed, ma per un voto di sfiducia sulla sua credibilità. È qui che entra in gioco il premio a termine: l'extra rendimento richiesto dagli investitori per detenere obbligazioni quando la fiducia nelle istituzioni si indebolisce.

Il governativo non è più un asset difensivo

La Fed ha finalmente agito, ma non ha ancora convinto: ha mandato segnali da falco a parole e nelle previsioni macro, ma segnali più timidi nelle intenzioni future. Si consolida sempre più uno scenario in cui diventa progressivamente più difficile pensare al governativo come un asset difensivo. Da sedici mesi per gli investitori una salita disordinata dei rendimenti bond è tra i rischi più temuti, in grado di destabilizzare tutti i mercati finanziari. Nell'ultimo mese il caos bond si è conquistato il primato di principale fonte di timore per gli investitori. Il mondo "anything but bond" non sembra ancora finito.

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