Oro ai massimi, dollaro debole e nuove tensioni geopolitiche

La Fed lascia i tassi, dollaro in calo e metalli preziosi in forte rialzo. Nel frattempo Trump intensifica le minacce all’Iran e i mercati guardano ai cambi e all’oro come rifugio sicuro

Macro e Mercati_websim

Fed conferma tassi invariati

La Federal Reserve ha deciso di mantenere i tassi di interesse invariati, segnando un punto di equilibrio tra pressioni inflazionistiche e rallentamento economico. Due membri, Stephen Miran e Christopher Waller, avevano spinto per un taglio di 25 punti base, ma la decisione finale ha mantenuto lo status quo. Jerome Powell non ha fornito indicazioni definitive sul proprio futuro alla guida della banca centrale, lasciando aperta la possibilità di tagli ai tassi solo dopo giugno, quando è prevista la nomina di un successore.

Implicazioni sui mercati

Il messaggio chiaro della Fed è che i possibili tagli ai tassi restano sul tavolo, ma non prima dell’estate. Questo ha contribuito all’indebolimento del dollaro nei confronti delle principali valute e ha spinto gli investitori verso asset rifugio come oro e argento.

Dollaro in calo e metalli preziosi in rally

Il dollaro ha registrato un significativo indebolimento nelle ultime sedute, toccando livelli minimi nei confronti dell’euro. In parallelo, i metalli preziosi hanno segnato nuovi massimi storici: l’oro ha superato quota 1.500 dollari per oncia, mentre l’argento si mantiene attorno ai 18 dollari per oncia.

Fattori dietro il rally dei preziosi

  • Debolezza del dollaro che spinge gli investitori verso asset rifugio;
  • Incertezze sui tassi futuri dopo l’annuncio della Fed;
  • Tensioni geopolitiche che aumentano la domanda di beni sicuri.

Tensioni geopolitiche: Trump, Iran e petrolio

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran sono aumentate nelle ultime ore, con Donald Trump che ha rafforzato la presenza militare nel Medio Oriente. La portaerei USS Abraham Lincoln è stata schierata con un forte contingente, segnalando una potenziale escalation.

La strategia Usa e gli interessi energetici

Secondo alcuni analisti, l’obiettivo strategico degli Stati Uniti potrebbe includere il controllo delle rotte petrolifere verso la Cina, amplificando le pressioni su Pechino in settori chiave come le terre rare e l’argento raffinato. La situazione geopolitica resta un driver importante per i mercati energetici e finanziari.

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Gli analisti e i gestori di Advisory&Gestione di Intermonte