Fed, crollo oro e debito Italia: i temi chiave dei mercati

La nomina di Kevin Warsh alla Fed rafforza il dollaro e scuote i mercati. Crollano oro e argento, migliora l’outlook sul debito italiano e restano tensioni tra USA e Iran.

Macro e Mercati_websim

Kevin Warsh nuovo presidente della Fed: perché conta

La decisione di Donald Trump di nominare Kevin Warsh come successore di Jerome Powell alla guida della Federal Reserve ha avuto un impatto immediato sui mercati finanziari. Warsh è percepito come una figura più “falco”, storicamente attenta al controllo dell’inflazione, e questo ha favorito un rapido rafforzamento del dollaro.

Tra i punti centrali della sua visione emergono una maggiore deregolamentazione e l’uso dell’intelligenza artificiale per aumentare la produttività. Resta però l’incognita su quale direzione prenderà la politica monetaria: continuità con la linea anti-inflazione o allineamento alle richieste della Casa Bianca per tagli più aggressivi dei tassi.

Crollo storico di oro e argento

Il rafforzamento del dollaro ha innescato uno dei movimenti più violenti degli ultimi decenni sui metalli preziosi. L’argento ha registrato un calo giornaliero superiore al 30%, mentre l’oro ha perso oltre il 10%, segnando il peggior ribasso in quarant’anni.

Alla base del crollo non c’è solo il cambio, ma anche l’enorme accumulo di posizioni speculative costruite nei mesi precedenti. I forti afflussi negli ETF sull’oro avevano spinto i prezzi a livelli record, rendendo il mercato particolarmente vulnerabile a un’inversione improvvisa.

Debito italiano: S&P migliora l’outlook

Una delle notizie più rilevanti per l’Italia arriva dall’agenzia S&P, che ha migliorato l’outlook sul debito sovrano, mantenendo il rating a BBB ma con prospettive positive. Il giudizio riflette una maggiore resilienza del mercato del lavoro e una crescita economica più solida del previsto.

Questo passo avvicina il Paese a una possibile promozione futura, elemento chiave per la fiducia degli investitori e per la stabilità dei conti pubblici.

Scenario globale: USA e Iran

Sul fronte geopolitico, nonostante le dichiarazioni dure provenienti da Teheran, Stati Uniti e Iran sembrano avvicinarsi a un accordo. Il rischio di un’escalation in Medio Oriente appare contenuto, contribuendo a ridurre la pressione sui mercati energetici.

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Gli analisti e i gestori di Advisory&Gestione di Intermonte