Geopolitica e mercati: l'inizio del 2026

Analisi dell'inizio 2026 tra geopolitica, mercati e dati macro: USA, Cina, Venezuela e le prossime elezioni chiave.

Caffè con Cesarano ristretto cover

Un anno che parte sotto i riflettori geopolitici

L'inizio del 2026 è segnato da forti tensioni geopolitiche. Gli Stati Uniti puntano a rafforzare la propria influenza nell'emisfero occidentale, partendo dal Venezuela e osservando da vicino i legami della Cina con i BRICS. Interventi militari mirati e pressioni economiche indicano un chiaro obiettivo: limitare l'espansione cinese e consolidare il controllo strategico sulle risorse, come il petrolio venezuelano.

Le elezioni chiave in America Latina e negli USA

Il 2026 vedrà importanti elezioni in Cile, Colombia e Brasile, mentre a novembre negli Stati Uniti si rinnovano tutta la Camera e un terzo del Senato. Questi appuntamenti influenzeranno le strategie americane e la rapidità delle loro azioni internazionali.

Mercati e difesa: nuove dinamiche

I mercati mostrano segnali di rialzo più ampi rispetto al passato, coinvolgendo settori oltre le "Magnifiche 7". La difesa è al centro: gli USA prevedono un aumento della spesa militare fino a 1.500 miliardi di dollari e incentivi alla produzione interna. Anche le materie prime e i metalli preziosi, tra cui argento, oro, platino e palladio, sono ai massimi storici.

Dati macroeconomici e prossimi appuntamenti

Dall'Europa arrivano segnali di inflazione sotto controllo, con l'inflazione core intorno al 2-3%. Negli Stati Uniti si registrano segnali di debolezza nel mercato del lavoro, mentre i servizi rimangono solidi. Nei prossimi giorni, attenzione ai dati di dicembre sul lavoro e a possibili decisioni della Corte Suprema sui dazi.

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Antonio  Cesarano

Macroeconomista e Responsabile Strategia Finanziaria