Future USA e listini europei uniti nella debolezza, a Milano svetta Stellantis
L’elevato ricorso al debito da parte delle società che stanno investendo nell’intelligenza artificiale resta sotto la lente degli investitori

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I future USA indicano una possibile apertura debole: S&P 500 piatto, Nasdaq -0,1%.
Gli operatori rimangono prudenti, poiché le preoccupazioni per una politica fiscale espansiva e per l’elevato ricorso al debito da parte delle società che stanno investendo nell’AI dovrebbero mantenere i rendimenti obbligazionari su livelli elevati. Anche il rischio di un’inflazione persistente continua a incombere sui mercati, mentre lo scenario geopolitico in Medio Oriente rimane incerto.
"I costi di finanziamento sono chiaramente importanti e, nel caso del settore tecnologico, poiché il finanziamento si sta spostando sempre più verso il debito anziché verso il flusso di cassa disponibile, il premio richiesto dagli investitori è destinato soltanto ad aumentare", ha dichiarato Geoff Yu, senior macro strategist di BNY.
L’impatto della crescente domanda di liquidità da parte dei grandi operatori dell’intelligenza artificiale è emerso chiaramente con Alphabet, che di recente è stata disposta a pagare quasi il 7% per raccogliere finanziamenti a lunga scadenza attraverso la sua prima emissione obbligazionaria in Australia, registrando il rendimento più elevato mai pagato dalla gruppo su un’obbligazione. Inoltre, un tasso così elevato potrebbe spingere alcuni investitori ad acquistare le obbligazioni dei colossi tecnologici invece delle loro azioni.
Focus, infine, sui verbali della Federal Reserve in uscita stasera, che dovrebbero fornire nuovi spunti sull'orientamento di politica monetaria della banca centrale.
Macrovariabili
Rendimento dei Treasury 10 anni in leggero calo al 4,696%. Le obbligazioni si sono rafforzate in diverse aree geografiche, beneficiando di una lieve pausa dopo che le crescenti preoccupazioni sull’inflazione e sull’aumento del debito pubblico avevano spinto i tassi dei titoli a lunga scadenza.
Il greggio Brent è in rialzo per la quarta seduta consecutiva, scambiando a quasi 92 dollari al barile (+0,9%), dopo aver guadagnato il 4,5% nelle tre sedute precedenti. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito che non sono in corso colloqui con l’Iran, lasciando il conflitto in Medio Oriente e la riapertura dello stretto di Hormuz senza una chiara prospettiva di soluzione.
L'oro sale dello 0,5% a 4.359 dollari l'oncia.
Euro dollaro in rialzo dello 0,27% a 1.160.
Europa
Eurostat conferma che l'inflazione annua dell'Eurozona è salita al 2,9% il mese scorso, come indicato nella stima flash del 31 luglio. A giugno l'inflazione nell'area euro era stata del 2,8%.
Nelle Borse europee si nota una debolezza diffusa: l'Euro Stoxx 50 è poco mosso mentre il più ampio Euro Stoxx 600 cede lo 0,1%. Piazza Affari è in leggero calo, con Stellantis che guadagna il podio dei rialzi (+3,4%), seguita da Avio e Saipem, che accelerano di oltre l'1%. Scendono di 1 punto percentuale Campari e STM.
Il DAX di Francoforte è in leggero ribasso e il CAC di Parigi è in rialzo dello 0,3%.
FTSE 100 di Londra in calo dello 0,2%. I prezzi al consumo di luglio nel Regno Unito hanno registrato, come previsto, un incremento dello 0,3% su base mensile, e in accelerazione rispetto al +0,1% del mese precedente. Su base annua, l'inflazione si è attestata al 2,9%, dopo il 2,6% di giugno.
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Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

