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Nel caos geostrategico l'unica certezza è il dollaro
Quando tutto è instabile e frana, la valuta degli Stati Uniti è la roccia sulla quale costruire le strategie difensive. Dal picco negativo di fine gennaio a 1,2080, l'apprezzamento sfiora il +5%.

Il dollaro si è rafforzato rispetto alla maggior parte delle sue principali controparti, poiché l'aggravarsi della guerra in Medio Oriente ha spinto il petrolio oltre i 100 dollari al barile e ha aumentato la domanda di valuta statunitense come rifugio sicuro.
La scorsa settimana il biglietto verde è cresciuto dell'1,66%, il guadagno più ampio da quattro mesi.
Dal picco negativo di fine gennaio a 1,2080, il progresso sfiora il +5%.
Stamattina il cambio euro dollaro è sceso sul livello più basso da fine novembre. Successivamente ha ridotto i guadagni dopo che il Financial Times ha riferito che i ministri delle finanze dei paesi del G7 discuteranno un possibile rilascio congiunto di petrolio dalle riserve per contenere l'impennata dei costi energetici.
"Il dollaro è tornato ad essere considerato il rifugio sicuro per eccellenza grazie alla sua liquidità, sostenuta anche dall'aumento dei prezzi del petrolio", ha affermato Matthew Ryan, responsabile della strategia di mercato presso la società di servizi finanziari Ebury. "Siamo favorevoli a una prosecuzione del rialzo del dollaro, finché la guerra si protrarrà senza una fine immediata in vista".
La FED non taglierà i tassi
L'impennata dei prezzi del petrolio ha alimentato i timori inflazionistici in tutto il mondo, portando gli operatori a ridurre le scommesse sui tagli dei tassi di interesse della Federal Reserve, che avevano gravato sulla valuta statunitense. Gli investitori hanno posticipato la possibilità di un taglio dei tassi di un quarto di punto a settembre. Alla fine di febbraio, prima che scoppiasse la guerra, gli operatori scontavano una riduzione di tale portata entro luglio. Alcuni trader di opzioni obbligazionarie scommettono addirittura che la Fed eviterà qualsiasi taglio dei tassi quest'anno.
Gli hedge funds sono diventati meno ribassisti sul dollaro rispetto a gennaio, secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission. Ora detengono circa
12,3 miliardi di dollari in posizioni ribassiste, rispetto ai 18,9 miliardi di dollari della settimana precedente.
I punti di forza del dollaro
Tra i punti di forza del dollaro da considerare negli scenari turbolenti sono da annoverare:
1) la forza dell'economia domestica, favorita da un sistema finanziario solido;
2) l'indipendenza energetica (grazie allo shale oil gli Usa sono diventati il maggiore produttore mondiale di petrolio);
3) la straordinaria liquidità del mercato dei Treasury (titoli di stato USA);
4) la dominanza del dollaro in gran parte del commercio mondiale,
5) la stabilità politica e istituzionale, con istituzioni americane, come la Federal Reserve, pronte a intervenire nelle fasi acute delle crisi.
Analisi Tecnica Euro/Dollaro
Quadro grafico. Da circa tre anni la tendenza del dollaro è debole e inserita nel canale sotto evidenziato, che incontra un forte scoglio grafico nel range 1,19/1,20. Poco più sopra si incontrano i top toccati nel periodo post-pandemia.
Operatività. Area 1,17/1,20 si è confermata finora una soglia discriminante di estrema valenza, dove si possono impostare acquisti di dollari in ottica di diversificazione di portafoglio. Eventuali segnali di inversione del trend negativo saranno visibili in caso di discesa stabile sotto 1,15. Pronti a intervenire sulla forza alla prima chiusura settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10.

Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto long/short o in ottica di lungo periodo.
Per puntare su una rapida rivalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:
(EUS3)
Per puntare su una rapida svalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:
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Per investire senza leva sulla rivalutazione del Dollaro è disponibile il seguente:
Da inizio 2026: +2,20%
L’Obiettivo di Investimento dell'ETF (XFFE) è quello di replicare il rendimento del FED FUNDS EFFECTIVE RATE TOTAL RETURN INDEX®. Il Comparto non distribuisce dividendi. L’Indice, pubblicato da Deutsche Bank, rappresenta i mercati monetari e di capitali dell’area Dollaro USA. L’Indice è calcolato sulla base del rendimento complessivo (total return) con ciò indicando che rappresenta un deposito sostituito giornalmente (daily rolled deposit) al quale viene applicato il federal funds effective rate (tasso di riferimento effettivo statunitense). Non distribuisce dividendo. Leggi il documento KID.
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