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La Bce deve vigilare con cura per evitare la "stagflazione"

Alcuni membri della Banca Centrale, tra cui Joachim Nagel, ritengono possibile un rialzo dei tassi già nella prossima riunione

Autore: Redazione
Primo piano delle mani di una donna d’affari che scambiano banconote in euro, rappresentazione di transazioni finanziarie o pagamenti.

Photo by MarianVejcik/Getty Images

Il cambio euro dollaro si è stabilizzato poco sopra i minimi dalla scorsa primavera toccati il 16 marzo, mentre i segnali di de-escalation in Iran diventano sempre più fumosi. 

Secondo Boris Vujcic, membro del Consiglio direttivo della BCE, la Banca Centrale Europea deve essere “agile e vigile” per controllare i prezzi, mentre la guerra in Iran aumenta il rischio di stagflazione.

Vujcic, futuro vicepresidente della BCE, ha spiegato che presto sarà più chiaro se il conflitto richiederà un aumento dei tassi.

Ha però avvertito di un crescente pericolo di inflazione elevata con crescita debole: “Non vediamo stagflazione, ma il rischio si sta muovendo in quella direzione”, ha detto, sottolineando l’incertezza.

Alcuni membri, tra cui Joachim Nagel, ritengono possibile un rialzo dei tassi già nella prossima riunione, dato l’aumento dei costi energetici. Vujcic resta aperto: “Ci saranno molti nuovi dati, tutto è in tempo reale”.

Le proiezioni BCE indicano un’inflazione al 2,60% nell’area euro nello scenario base, ma fino al 6,30% in caso di shock prolungati su petrolio e gas. Pur ritenendo utile attendere, Vujcic osserva che ci si sta spostando verso scenari peggiori.

Se serviranno rialzi, le opzioni sono due: iniziare presto con aumenti graduali oppure intervenire più tardi con incrementi più consistenti.

Cambio a 1,14 nel breve per BofA

Bank of America prevede un indebolimento dell’euro nel breve termine rispetto al dollaro, seguito da un rafforzamento nel corso dell’anno, poiché tensioni geopolitiche e shock energetici favoriscono il biglietto verde.

Gli strateghi stimano un dollaro forte nel secondo trimestre, rivedendo al ribasso il cambio EURO/USD a 1,14 nel breve periodo, alla luce delle nuove condizioni macro legate al conflitto in Medio Oriente, soprattutto su crescita globale ed energia.

In precedenza si prevedeva un calo del dollaro già dal secondo trimestre, ma lo shock energetico ha rinviato questo scenario. Il rafforzamento del dollaro ha già in parte scontato tali fattori, ma restano rischi al rialzo se il conflitto persiste e finché l’offerta energetica non si normalizza.

La solidità dell’economia USA dovrebbe sostenere il dollaro anche nel secondo trimestre, mentre gli alti prezzi dell’energia pesano su area euro, Cina e Giappone, limitando la sua debolezza.

Nel medio termine, però, la banca resta positiva sull’euro, confermando un obiettivo di 1,20 a fine anno, legato a condizioni come stabilità dei tassi Fed, normalizzazione energetica e ripresa globale. L’euro potrebbe beneficiare di migliori fondamentali, tra cui crescita tedesca, coperture valutarie e progressi nelle riforme UE. 

Analisi Tecnica Euro/Dollaro

Quadro grafico. Tassi più elevati del previsto e ricerca di asset rifugio rendono attraente il dollaro in ottica di diversificazione. Area 1,17/1,20 si è confermata una soglia di acquisto interessante. Segnali di inversione del trend negativo saranno visibili con la discesa confermata a fine settimana sotto 1,15 per target in area 1,10.

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Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto long/short o in ottica di lungo periodo. 

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