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Euro in bilico in attesa del successore di Lagarde alla BCE
Nel giorno dell'annuncio dell'uscita anticipata di Lagarde, l'euro ha toccato i minimi su dollaro degli ultimi 17 mesi, ma poi è risalito. Alla guida della BCE potrebbe arrivare il pragmatico de Cos

Photo by sharrocks/Getty Images
Il terremoto Lagarde non disturba l'euro
A 1,114 su dollaro, l’euro resta nella parte bassa dell’area di oscillazione degli ultimi due mesi, dopo aver toccato ieri, nel giorno delle comunicazioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea minimi degli ultimi diciotto mesi, a 1,110.
Ieri pomeriggio, il contesto di mercato sembrava spingere per un’ulteriore discesa, con molte strategie di protezione contro i ribassi aperte. In questo quadro fragile, lo stop alla stretta monetaria deciso da Francoforte, così come le dimessioni di Christine Lagarde, sarebbero potuto essere “un potenziale catalizzatore per un ulteriore movimento ribassista”, scrive Vassilis Karamanis, un specialista delle valute di Bloomberg. Così non è stato.
Per bucare il pavimento, serve quindi un evento di maggior portata, per esempio, secondo Karamanis, un deciso aumento dei rendimenti dei Treasury, ma su questo punto, il mercato secondario delle obbligazioni spinge da un’altra parte, perché da qualche settimana i tassi di mercato negli Stati Uniti sono in calo: il decennale è sceso da 5,30% a 4,90%. Sul lungo periodo restano segnali negativi, con le opzioni a un anno ai livelli di marzo 2025, legati ai timori sulla Francia.
Il ricambio dei vertici della BCE potrebbe far cambiare il quadro nei prossimi mesi. Ieri ha annunciato le dimissioni anticipate il presidente Christine Lagarde, nella prima metà del 2027 dovrebbero lasciare Isabel Schnabel e Philip Lane.
Chi guiderà la BCE dopo Lagarde?
La corsa alla presidenza è partita ieri: Paesi Bassi e Spagna si pongono in prima fila.
Favorito è Pablo Hernandez de Cos, ex governatore della Banca di Spagna, attualmente a capo della Banca dei Regolamenti Internazionali.
Sia il primo ministro Pedro Sánchez, sia il Partito Popolare, si sono espressi a suo favore. De Cos è considerato un esponente della linea "colomba". L’unico ostacolo al suo arrivo a Francoforte è il vuoto che lascerebbe alla Banca dei Regolamenti, un’istituzione molto importante che l’Europa potrebbe non voler lasciare ad altri paesi.
Klaas Knot, ex governatore della banca centrale dei Paesi Bassi, è l’unico candidato ufficiale, il sostegno gli è arrivato direttamente dal Primo Ministro Rob. A suo sfavore c’è il fatto che i Paesi Bassi hanno già espresso in passato un presidente della BCE, Wim Duisenberg.
In passato, Knot era considerato un "falco" in materia di politica monetaria ma nelle sue ultime uscite è stato molto più moderato.
Un pragmatico e un ex falco
"Sotto la guida di Knot, la politica monetaria sarebbe probabilmente più restrittiva rispetto a quanto avverrebbe con de Cos. Inoltre, Knot sarebbe verosimilmente meno propenso a intervenire sul mercato obbligazionario francese.", scrivono David Powell e Simona Delle Chiaie.
Financial Times scrive che i confini tra le due figure non sono netti. De Cos è gestito con grande rigore la banca centrale spagnola e si qualche volta scontrato con i governi in carica, afferma Jose Manuel Gonzalez Paramo, ex membro del board della BCE.
Knot viene definito come un economista e banchiere main stream, estraneo agli estremismi, dal suo tutor di dottorato all’Università di Groeningen.
Analisi tecnica dell'euro-dollaro
Graficamente, il cambio è congestionato da diversi trimestri (candele trimestrali nel grafico) nello stretto range 1,12-1,21, che potrebbe essere una pausa nel cammino di recupero dell'euro partito dai minimi in zona 0,95 eu segnati nel 2022. L'obiettivo "naturale" sarebbe in area 1,21/1,25
Nel breve periodo, l'obiettivo del movimento è 1,20.
Cambio di scenario sotto 1,11.

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