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Dollaro sui massimi da un mese e mezzo a causa dell'escalation in Iran

Il biglietto verde ha azzerato le perdite contro euro accumulate da inizio anno, dal picco negativo del 27 gennaio (1,2081) il dollaro ha guadagnato quasi il +4%

Autore: Redazione
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Il dollaro la fa da padrone nel panorama valutario degli ultimi due giorni ovvero da quando è scoppiata la guerra tra Usa/Israele e Iran.

Contro euro, si è spinto sui massimi da un mese e mezzo, azzerando le perdite accumulate nelle prime settimane.

Dal picco negativo del 27 gennaio (1,2081) il dollaro ha guadagnato quasi il +4%.

Le tensioni alimentano gli acquisti di Usd

Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi militari contro l'Iran nel fine settimana, uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei, e gli attacchi si protraggono, dopo la risposta dell'Iran, con esplosioni segnalate in Israele, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein e Kuwait.

Il presidente Donald Trump ha affermato che ci saranno ulteriori attacchi "finché necessario", sottolineando il rischio di un conflitto prolungato e di un'accresciuta ansia del mercato.

Il dollaro statunitense viene ancora considerato una valuta rifugio dagli investitori internazionali e gli ultimi eventi potrebbero mettere in crisi le tesi di coloro che prevedono un ulteriore indebolimento dovuto alla "de-dollarizzazione".

Allargando lo sguardo, si rileva anche che i prezzi del petrolio sono schizzati alle stelle a causa dell'escalation. L'aumento dei prezzi dell'energia tende ad aumentare le pressioni inflazionistiche, il che a sua volta limita ulteriormente la capacità della Federal Reserve di tagliare i tassi di interesse.

Euro: timori per i prezzi dell'energia

Lato euro, la moneta unica è sotto pressione poiché il conflitto in Medio Oriente è destinato nel breve a far aumentare i prezzi dell'energia nella regione. 

"L'aumento dei prezzi dell'energia porterà gli investitori a riconsiderare la loro visione di una ripartenza dell'industria europea. Detto questo, l'economia globale è in una posizione molto migliore rispetto a quando i prezzi dell'energia sono aumentati a marzo 2022 e ora c'è un maggiore sostegno fiscale rispetto a allora", hanno affermato gli analisti di ING in una nota.

"A meno che non ci sia una de-escalation tempestiva, l'EURO/USD potrebbe facilmente essere spinto di nuovo verso 1,1575/1,650. Gli investitori hanno fatto bene a mettere in dubbio lo status di bene rifugio del dollaro quest'anno, ma data la natura di questo shock (energetico), sarà il dollaro a beneficiarne maggiormente", ha affermato ING.

Analisi Tecnica Euro/Dollaro

Quadro grafico. Da circa tre anni la tendenza del dollaro è debole e inserita nel canale sotto evidenziato, che incontra un forte scoglio grafico nel range 1,19/1,20. Poco più sopra si incontrano i top toccati nel periodo post-pandemia. 

Operatività. Area 1,17/1,20 si è confermata finora una soglia discriminante di estrema valenza, dove si possono impostare acquisti di dollari in ottica di diversificazione di portafoglio. Eventuali segnali di inversione del trend negativo saranno visibili in caso di discesa sotto 1,15.

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Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto long/short o in ottica di lungo periodo. 

Per puntare su una rapida rivalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:

 

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Per puntare su una rapida svalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:

 

(USE3) 

Per investire senza leva sulla rivalutazione del Dollaro è disponibile il seguente:

 

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L’Obiettivo di Investimento dell'ETF (XFFE) è quello di replicare il rendimento del FED FUNDS EFFECTIVE RATE TOTAL RETURN INDEX®. Il Comparto non distribuisce dividendi. L’Indice, pubblicato da Deutsche Bank, rappresenta i mercati monetari e di capitali dell’area Dollaro USA. L’Indice è calcolato sulla base del rendimento complessivo (total return) con ciò indicando che rappresenta un deposito sostituito giornalmente (daily rolled deposit) al quale viene applicato il federal funds effective rate (tasso di riferimento effettivo statunitense). Non distribuisce dividendo. Leggi il documento KID.


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