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Dollaro forte, la FED preferisce non toccare i tassi
Il biglietto verde ha accumulato un guadagno del 2,50% da inizio anno contro euro

Photo by Francesco Carta fotografo/Getty Images
Il dollaro si rafforza sui massimi dalla scorsa primavera contro euro e contro le altre principali valute, dopo che la Federal Reserve ha lasciato i tassi d'interesse invariati, come da previsioni.
Lo scoppio del conflitto e l'aumento dei prezzi del petrolio stanno progressivamente spingendo gli investitori verso il biglietto verde, tornato a primeggiare come bene rifugio.
Un solo taglio nel 2026
La Fed stima un'inflazione più elevata e un solo taglio dei tassi d'interesse per l'anno in corso, mentre i funzionari valutano l'impatto economico della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Nella conferenza stampa successiva alla decisione, il presidente Jerome Powell ha dichiarato che la banca centrale non terrà conto dell'impatto dell'aumento dei prezzi del petrolio indotto dal conflitto, qualora quest'anno si registrino ulteriori progressi nel contenimento dell'inflazione di base, trainata dai prezzi dei beni.
Prima della decisione della Fed, i dati del Dipartimento del Lavoro statunitense hanno mostrato un aumento dello 0,7% dell'indice dei prezzi alla produzione (PPI), mentre gli economisti interpellati da Reuters avevano previsto un aumento del 3%.
Goldman Sachs consiglia di comprare dollari nel breve
Goldman Sachs osserva che, in relazione alla guerra in Iran, gli investitori si stanno concentrando maggiormente sull'impulso all'inflazione piuttosto che sull'impatto alla crescita economica.
La banca raccomanda posizioni short sull'EURO/USD come copertura efficace contro l'aumento dei prezzi dell'energia.
Goldman Sachs prevede ancora che il dollaro continuerà a indebolirsi nel lungo termine, ma che l'attuale forza potrebbe protrarsi fino a quando la crisi energetica non sembrerà più vicina alla fine che all'inizio.
Le previsioni di base di Goldman Sachs ipotizzano una normalizzazione dei flussi nello Stretto di Hormuz entro la fine di aprile.
Analisi Tecnica Euro/Dollaro
Quadro grafico. Tassi più elevati del previsto e ricerca di asset rifugio rendono attraente il dollaro in ottica di diversificazione. Area 1,17/1,20 si è confermata una soglia di acquisto interessante. Segnali di inversione del trend negativo sono emersi con la discesa confermata a fine settimana sotto 1,15. Scattati gli acquisti sulla forza sotto 1,15 per target in area 1,10.

Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto long/short o in ottica di lungo periodo.
Per puntare su una rapida rivalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:
(EUS3)
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Per investire senza leva sulla rivalutazione del Dollaro è disponibile il seguente:
Da inizio 2026: +2,90%
L’Obiettivo di Investimento dell'ETF (XFFE) è quello di replicare il rendimento del FED FUNDS EFFECTIVE RATE TOTAL RETURN INDEX®. Il Comparto non distribuisce dividendi. L’Indice, pubblicato da Deutsche Bank, rappresenta i mercati monetari e di capitali dell’area Dollaro USA. L’Indice è calcolato sulla base del rendimento complessivo (total return) con ciò indicando che rappresenta un deposito sostituito giornalmente (daily rolled deposit) al quale viene applicato il federal funds effective rate (tasso di riferimento effettivo statunitense). Non distribuisce dividendo. Leggi il documento KID.
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