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Dollaro ai massimi da novembre, la FED ha ancora spazio per tagliare?

Il dibattito è sempre più vivace alla luce dell'elevata inflazione e del rally del petrolio

Autore: Redazione
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Photo by PM Images/Getty Images

Il dollaro continua ad attirare l'interesse degli investitori poiché l'aggravarsi della guerra in Medio Oriente, con il petrolio nuovamente oltre i 100 dollari al barile, ha aumentato la domanda di valuta statunitense come rifugio sicuro.

Dall'inizio dell'anno ha guadagnato quasi il 2% nei confronti dell'euro, mentre dal picco negativo di fine gennaio a 1,2080, il progresso sfiora il +5%.

Prezzi al consumo in linea con le attese

Anche se i prezzi al consumo hanno perso d'importanza in quanto dal 28 febbraio l'attenzione si è spostata sugli effetti inflazionistici causati dalla guerra in Medio Oriente, gli ultimi dati pubblicati mercoledì hanno segnalato che la crescita di febbraio è stata dello 0,3% mese su mese e del 2,4% anno su anno, tutto come da attese. Allineato al consensus anche il dato di fondo (core) +2,5% anno su anno.

Dibattito aperto sui tagli della FED

Il 2025 era terminato con solide aspettative di una prosecuzione dell'ammorbidimento del costo del denaro, ma la costante permanenza dell'inflazione al di sopra dei target della FED e gli eventi in Medio Oriente stanno ribaltando le aspettative.

Il consenso prevede ancora che la FED taglierà i tassi due volte quest'anno, ma diversi esperti stanno mettendo in evidenza i diffusi rischi al rialzo. "Ci sono buone ragioni per sostenere che i mercati siano troppo ottimisti sui tagli dei tassi della FED, considerando che l'inflazione è stata costantemente al di sopra dell'obiettivo", ha affermato Robert Tipp, responsabile della strategia di investimento di PGIM Fixed Income. "Quello che abbiamo visto dall'inizio della pandemia è che l'inflazione è solo più ostinata di quanto ci si aspetti, e probabilmente continuerà così".

Secondo Michael Gapen, capo economista statunitense di Morgan Stanley, è "più probabile che la FED tagli più tardi, o tagli più tardi e in misura maggiore, piuttosto che abbandonare del tutto l'allentamento monetario".

Lo scenario di base di Morgan Stanley prevede ancora due tagli dei tassi nel 2026, a giugno e settembre, supponendo che la FED "ignori le pressioni sui prezzi indotte dal petrolio per attuare un allentamento monetario prima del previsto". Ma la banca sottolinea due rischi chiave.

Il primo è che l'inflazione più elevata e la disoccupazione ancora bassa spingano i policymaker ad aspettare. "L'inflazione è già al 3,0% e si è consolidata ... l'aumento dei prezzi del petrolio potrebbe allontanarla ulteriormente dall'obiettivo". In tal caso, i tagli potrebbero spostarsi a settembre e dicembre o persino a dicembre e marzo, ma comunque attestarsi sullo stesso intervallo finale del 3,0%-3,25%.

Il secondo rischio è più significativo. Se la Fed dovesse ritardare troppo, condizioni più restrittive potrebbero incidere più pesantemente sull'attività.

Morgan Stanley avverte che "un prezzo del petrolio più alto e più a lungo, combinato con una maggiore incertezza, danneggia la domanda più di quanto ci aspettiamo". In questo scenario, la FED potrebbe finire per tagliare tre volte, abbassando il tasso terminale al 2,75%-3,0%.

Per ora, Morgan Stanley afferma di mantenere la sua view di base, ma intravede chiari rischi che la Fed "tagli più tardi del previsto, o tagli più tardi portando i tassi a un minimo inferiore".

Analisi Tecnica Euro/Dollaro

Quadro grafico. Tassi più elevati del previsto e ricerca di asset rifugio rendono attraente il dollaro in ottica di diversificazione. Area 1,17/1,20 si è confermata una soglia di acquisto interessante. Segnali di inversione del trend negativo saranno visibili in caso di discesa stabile sotto 1,15. Pronti a intervenire sulla forza alla prima chiusura settimanale sotto 1,15 per target in area 1,10.

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Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto long/short o in ottica di lungo periodo. 

Per puntare su una rapida rivalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:

 

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Per investire senza leva sulla rivalutazione del Dollaro è disponibile il seguente:

 

Da inizio 2026: +2,40%

L’Obiettivo di Investimento dell'ETF (XFFE) è quello di replicare il rendimento del FED FUNDS EFFECTIVE RATE TOTAL RETURN INDEX®. Il Comparto non distribuisce dividendi. L’Indice, pubblicato da Deutsche Bank, rappresenta i mercati monetari e di capitali dell’area Dollaro USA. L’Indice è calcolato sulla base del rendimento complessivo (total return) con ciò indicando che rappresenta un deposito sostituito giornalmente (daily rolled deposit) al quale viene applicato il federal funds effective rate (tasso di riferimento effettivo statunitense). Non distribuisce dividendo. Leggi il documento KID.


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