Dollaro ai massimi da dieci mesi, nessun taglio della FED nel 2026

Il dollaro è avviato verso il miglior mese da luglio con un progresso provvisorio intorno al +2,80%

Autore: Redazione
Pile di banconote USA arrotolate, simbolo di ricchezza, finanza ed economia

Photo by Nico De Pasquale Photography/Getty Images

Il dollaro è avviato verso il miglior mese da luglio con un progresso provvisorio intorno al +2,80%, mentre nessuno ormai parla più di taglio dei tassi.

Niente tagli della FED nel 2026

Le scommesse su un taglio da parte della FED quest'anno sono praticamente evaporate e si parla sempre più di rialzo, ma con una certa cautela perchè tassi troppo alti potrebbero compromettere il sentiero della crescita economica.

Il dollaro statunitense si rafforza anche oggi, avvicinandosi ai massimi da 10 mesi approfittando dell'incertezza legata alla guerra in Iran.

Alcuni investitori sostengono che lo status di "esportatore netto" degli Stati Uniti potrebbe contribuire a proteggere la più grande economia mondiale e la sua valuta. "A meno di chiari messaggi concilianti da parte iraniana, è difficile immaginare che il dollaro perda presto i guadagni di questo mese", hanno affermato in una nota gli analisti di ING.

Nel frattempo, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell terrà un discorso nel corso della giornata, incentrato sui piani di politica monetaria della banca centrale durante la guerra.

È prevista inoltre la pubblicazione di una serie di dati economici statunitensi entro la fine della settimana, tra cui i nuovi dati sull'occupazione di marzo.

Villeroy afferma che la BCE è pronta ad agire

Lato euro, i responsabili della politica monetaria della BCE restano determinati a impedire che l'inflazione trainata dal settore energetico si estenda ulteriormente, ma è ancora troppo presto per discutere tempistiche specifiche per potenziali aumenti dei tassi, ha dichiarato il governatore della banca centrale francese, François Villeroy de Galhau.

Il conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran ha spinto i prezzi dell'energia al rialzo, innescando un dibattito all'interno della BCE sull'opportunità e sulle condizioni di un eventuale aumento dei tassi di interesse per impedire che queste pressioni sui costi si ripercuotano su un'inflazione più ampia.

Alcuni funzionari hanno ipotizzato aprile come possibile finestra temporale per un aumento dei tassi, mentre altri sostengono che la BCE dovrebbe evitare di agire prematuramente, data la limitata evidenza finora di effetti di secondo ordine.

Villeroy ha riconosciuto che il conflitto ha peggiorato le prospettive di inflazione e che la BCE non può impedire l'immediato shock dei prezzi.

Ha affermato che il ruolo della banca centrale è quello di garantire che i picchi a breve termine non si traducano in un'inflazione sostenuta. Ha inoltre osservato che gli scenari di inflazione avversa e grave della BCE potrebbero sovrastimare l'impatto dello shock, in quanto non tengono conto di alcuna risposta politica.

I mercati finanziari stanno ora scontando tre rialzi dei tassi da parte della BCE quest'anno, con il primo pienamente previsto entro giugno.

Analisi Tecnica Euro/Dollaro

Quadro grafico. Tassi più elevati del previsto e ricerca di asset rifugio rendono attraente il dollaro in ottica di diversificazione. Area 1,17/1,20 si è confermata una soglia di acquisto interessante. Segnali di inversione del trend negativo saranno visibili con la discesa confermata a fine settimana/mese sotto 1,15 per target in area 1,10.

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