COMUNICAZIONE DI MARKETING
Euro-dollaro, la FED prepara una mini stretta monetaria
Questo mese, la BCE potrebbe completare il ciclo del rialzo tassi, il possibile aumento dei tassi negli Stati Uniti potrebbe essere il primo e l’ultimo della serie. Cosa cambia per l’EUR-USD

Photo by Nico De Pasquale Photography/Getty Images
L’euro tratta a 1,162 su dollaro in prossimità delle comunicazioni della BCE di questa settimana. La valuta unica è circa sui livelli di inizio mese, mentre, l’indice del dollaro perde lo 0,5%, lo yen giapponese il 3,5%, il won coreano l’1,7% ed il real brasiliano l’1,1%.
In Europa stretta monetaria a fine corsa
Secondo Sven Jari Stehn e Alexandre Stott di Goldman Sachs, quello di settembre sarà probabilmente l'ultimo rialzo del ciclo restrittivo della Bce. Gli analisti citano il rallentamento atteso della crescita nel terzo trimestre, le pressioni sui prezzi interni contenute e un possibile allentamento dei costi energetici nei prossimi mesi. Christine Lagarde eviterà indicazioni precise sulle prossime mosse, ribadendo l'approccio "riunione per riunione".
Non tutto il board sembra però pronto a chiudere la fase dei rialzi. Il presidente della Bundesbank Joachim Nagel ha definito l'inflazione "troppo alta", mentre il governatore della banca centrale slovacca Peter Kazimir ha avvertito che pressioni "più persistenti" potrebbero rendere necessario un ulteriore inasprimento nei prossimi trimestri.
Goldman Sachs assegna al proprio scenario di base (due rialzi complessivi nel corso dell’anno, giugno e settembre) una probabilità del 45%, contro un 40% per nuovi aumenti. Un terzo rialzo a dicembre diventerebbe probabile se i prezzi del gas non scendessero o l'inflazione sorprendesse ancora al rialzo.
Un solo rialzo tassi negli Stati Uniti
Sulle possibili evoluzioni del cambio euro - dollaro, Audrey Childe-Freeman, capo stratega valutario di Bloomberg Intelligence, afferma che l’elemento più rilevante non sarà l’eventuale decisione della Federal Reserve di alzare il tasso di un quarto di punto questo mese, bensì il livello massimo al quale la stretta monetaria porterà il costo del denaro.
I dati sull'inflazione di questa settimana saranno decisivi per anticipare il percorso dei tassi, mentre per la valuta di riferimento del pianeta sarà decisiva la durata e la portata della stretta monetaria.
Secondo Childe-Freeman, se anche la Fed alzasse i tassi di un quarto di punto a settembre, dovrebbe comunque convincere i mercati che non si tratta dell'ultima mossa del ciclo di rialzi. L’ipotesi non è in questo momento molto credibile perché il presidente Kevin Warsh è contrario a dare indicazioni chiare sulle mosse future. La strategist non si aspetta un rialzo dei tassi multiplo e importante, in quanto, per legittimare questo percorso, si deve assumere dati su occupazione e inflazione negli Stati Uniti molto più alti delle attese per qualche mese.
“Nello scenario estremo in cui i mercati iniziassero a prezzare un giro di vite molto più deciso, l'attenzione potrebbe spostarsi sulla sostenibilità del debito pubblico americano, un fattore che finirebbe per indebolire il dollaro”.
Inflazione placida in Europa
La crescita salariale nell'area euro ha rallentato nel secondo trimestre, riducendo la necessità di una politica monetaria più restrittiva, un elemento che potrebbe indebolire l'euro.
La retribuzione per dipendente è aumentata del 3,3%, in calo rispetto al 3,5% dei primi tre mesi dell'anno, avvicinandosi al 3%, tasso che la BCE ha indicato come ampiamente compatibile con un'inflazione al 2% nel medio termine.
Viene meno la necessità di ulteriori incrementi dei tassi, in aggiunta a quello di giugno ed a quello, molto probabile, di settembre, in quanto non ci sono evidenze di una ripercussione sulle buste paga degli aumenti dei prezzi dell’energia.
Il cambio EUR/USD è guidato ormai da qualche mese dai differenziali di rendimento, quindi alle variazioni delle aspettative di politica monetaria, il punto di partenza per ogni ragionamento sul tema sono i circa 75 punti base di inasprimento monetario già scontati entro la metà del 2027 di cui parla Conor Cooper di Bloomberg. Se questo posizionamento si dovesse modificare, verso 50 punti base o anche meno, l'euro potrebbe essere penalizzato.
L’inflazione di fondo sonnecchia negli Stati Uniti
Lee Hardman, senior currency analyst di MUFG Bank afferma che il dato sull'inflazione statunitense di venerdì sarà probabilmente decisivo per l'orientamento della Federal Reserve: l’evoluzione della politica monetaria, in un senso o nell’altro, avrà un ruolo determinante per il cambio euro/dollaro.
La valuta degli Stati Uniti si è rafforzato dopo il report sull'occupazione di agosto migliore delle attese, in quanto ha riacceso le scommesse su un nuovo rialzo dei tassi Fed questo mese. I mercati prezzano circa 15 punti base di aumento per la riunione del FOMC, un'attesa moderata rispetto a prima della pubblicazione del dato. Con il mercato del lavoro in buona salute, i rischi di inflazione diventano l’elemento principale per la banca centrale.
Negli ultimi tre mesi l'inflazione core è risultata inferiore alle attese in due occasioni: un altro dato debole potrebbe quindi bastare a scongiurare il rialzo. Questo esito, secondo Hardman, potrebbe indebolirebbe il dollaro e sosterrebbe l'euro, mentre un dato più alto del previsto avrebbe l'effetto opposto.
Analisi tecnica dell'euro-dollaro
Graficamente, il cambio è congestionato da diversi trimestri (candele trimestrali nel grafico) nello stretto range 1,13-1,21, che potrebbe essere una pausa nel cammino di recupero dell'euro partito dai minimi in zona 0,95 eu segnati nel 2022. L'obiettivo "naturale" sarebbe in area 1,25/1,26
Nel breve periodo, l'obiettivo del movimento è 1,20.
Cambio di scenario sotto 1,127.

Investire Long/Short sul Dollaro Usa
Il mercato mette a disposizione una serie di strumenti più o meno dinamici per investire in ottica di trading stretto long/short o in ottica di lungo periodo.
Per puntare su una rapida rivalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:
(EUS3)
Per puntare su una rapida svalutazione del Dollaro USA (contro Euro) senza prendere rischi sull'oscillazione dei prezzi delle obbligazioni c'è il seguente ETC. Leggi il documento KID:
(USE3)
Per investire senza leva sulla rivalutazione del Dollaro è disponibile il seguente:
Da inizio 2026: +3,50%
L’Obiettivo di Investimento dell'ETF (XFFE) è quello di replicare il rendimento del FED FUNDS EFFECTIVE RATE TOTAL RETURN INDEX®. Il Comparto non distribuisce dividendi. L’Indice, pubblicato da Deutsche Bank, rappresenta i mercati monetari e di capitali dell’area Dollaro USA. L’Indice è calcolato sulla base del rendimento complessivo (total return) con ciò indicando che rappresenta un deposito sostituito giornalmente (daily rolled deposit) al quale viene applicato il federal funds effective rate (tasso di riferimento effettivo statunitense). Non distribuisce dividendo. Leggi il documento KID.
COMUNICAZIONE DI MARKETING
In questo articolo
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

