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SpaceX - Fusione con Tesla, per Dan Ives avverrà entro il 2027

L’analista tecnologico lo ritiene lo sbocco naturale per creare un campione dell'intelligenza artificiale: "Per me, l’AI fisica è la gallina dalle uova d’oro", ha dichiarato

Autore: Gianluca Brigatti
Vista esterna della sede centrale di SpaceX situata al numero 1 di Rocket Road

Photo by Walter Cicchetti/Getty Images

Si fanno sempre più insistenti le speculazioni circa l'unione tra i due colossi di Elon Musk, nel segno dell'intelligenza artificiale. "C’è oltre l’80% di probabilità che, entro la fine del prossimo anno, Tesla e SpaceX alla fine si fondano", si è spinto a dire l’analista tecnologico Dan Ives, partner e senior managing director di Yorkville Ives and Co.

L'AI fisica è la “gallina dalle uova d'oro"

Durante la registrazione del podcast The Compound and Friends del 18 settembre, l'esperto ha sottolineato come l'operazione sarebbe strategica per dominare il settore delle tecnologie autonome. "Per me, l’AI fisica è la gallina dalle uova d’oro", ha dichiarato Ives. "Credo che le tecnologie autonome, quelle realmente autonome, saranno una delle più grandi innovazioni tecnologiche che vedremo mai". Con un riferimento lapalissiano ai robot di Tesla, per fare un esempio.

Per conquistare questo mercato in espansione, l'analista prevede dunque un’imminente concentrazione societaria. In particolare, il gruppo spaziale e il produttore di veicoli elettrici e tecnologie d'avanguardia potrebbero unire le rispettive iniziative nel campo dell’intelligenza artificiale, andando ben oltre la semplice condivisione di informazioni. "Per noi la visione ideale è che Tesla e SpaceX siano sotto lo stesso tetto - ha commentato - Non solo dal punto di vista dei dati, ma anche per quanto riguarda tutte le tecnologie di AI che stanno sviluppando, fino ad arrivare a diventare un’unica azienda, la più grande azienda al mondo".

Secondo il report Embodied AI Market Size, Share and Trends'di MarketsandMarkets, il solo settore della robotica e dei macchinari intelligenti raggiungerà un giro d'affari di oltre 23 miliardi di dollari nel 2030, partendo dai 4,44 miliardi del 2025, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 39%. 

La potenziale fusione, naturalmente, arriverebbe molto più in là di questo comparto, con la creazione di una filiera che unirebbe AI, chip, robotica, mezzi elettrici, trasporto orbitale e infrastrutture spaziali.

Tutto in uno, Musk non lo esclude

Musk gestisce diverse aziende e, data la forte interconnessione delle loro attività, unire i loro sforzi per realizzare sinergie rappresenta, secondo i sostenitori dell'operazione, un vantaggio evidente. E sarebbe anche la prosecuzione di un percorso già avviato: all’inizio di quest’anno, xAI, proprietaria del sito di social media X e del chatbot Grok, è stata incorporata in SpaceX.

Inoltre, in una recente intervista al podcast “All In”, Musk è stato incalzato sulla questione della fusione tra l'azienda aerospaziale e Tesla. Pur non fornendo una risposta definitiva, l'imprenditore ha confermato le tante affinità tra le due società e ha detto: "Immaginate quali azioni si potrebbero intraprendere quando c’è una collaborazione così stretta in così tanti settori". Questo non suggerisce in automatico che una fusione sia imminente, ma, cosa più importante, Musk non l’ha esclusa.

Fusione non significa rendimento

Avere tutte le risorse e il personale sotto un’unica entità potrebbe semplificare notevolmente la gestione del business e ridurrebbe le preoccupazioni degli investitori riguardo al fatto che Musk divida il proprio tempo, in maniera non sempre ottimale, per seguire le sue aziende.

Guardando alla capitalizzazione di mercato, oggi le due società arrivano a un valore complessivo di circa 3,5 trilioni di dollari. Secondo The Motley Fool, "nessuna delle due è conveniente. SpaceX, quella con la maggiore capitalizzazione, non è ancora in attivo, mentre Tesla viene scambiata a circa 340 volte i suoi utili degli ultimi dodici mesi. L’elevata crescita è già scontata nei prezzi di entrambi i titoli, rendendoli opzioni rischiose e volatili".

Gli investitori, dunque, "dovrebbero procedere con cautela perché, sebbene una fusione possa sembrare entusiasmante se dovesse avvenire, non porterebbe necessariamente a rendimenti significativi per nessuno dei due titoli, dato il loro attuale livello di valutazione".

Come investire sull'AI tramite ETF

La Borsa italiana offre alcuni strumenti specifici per operare direttamente su un tema "caldissimo". Segnaliamo i seguenti ETF:

 

Da inizio 2026: +43,7%

Obiettivo dell'ETF (WTAI) è quello di replicare il rendimento dell'indice Nasdaq CTA Artificial Intelligence. A sua volta l'indice monitora le società di intelligenza artificiale (IA) identificate dalla Consumer Technology Association come Enabler, Engager o Enhancer (CTA) dell'IA. I titoli inclusi sono filtrati in base a criteri ESG. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione Euro. Non distribuisce dividendi. Commissioni totali annue 0,40%. Leggi attentamente il Documento KID.

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Da inizio 2026: +51,1%

L'ETF (AIAI) replica l'indice ROBO Global Artificial Intelligence, che fotografa la performance di aziende che hanno un'elevata porzione della propria attività e dei relativi ricavi derivante dal settore dell'Intelligenza Artificiale. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,49% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi sono reinvestiti. Leggi attentamente il KID.

 

Da inizio 2026: +41,7%

L'ETF (XAIX) replica l'indice Nasdaq Global Artificial Intelligence and Big Data, che fotografa l'andamento delle società internazionali del settore di intelligenza artificiale, big data e sicurezza informatica. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG). L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,35% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono reinvestiti. Leggi attentamente il KID.

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