COMUNICAZIONE DI MARKETING
SpaceX - Conto alla rovescia per il 14° lancio di Starship
Finora Starship ha volato solo su traiettorie suborbitali, più sicure e meno impegnative. Stavolta l'obiettivo è un'orbita circolare a 275 chilometri dalla Terra, a quasi 28mila chilometri orari

Photo by JHVEPhoto/Getty Images
SpaceX tenta oggi di portare per la prima volta in orbita Starship, il razzo più grande e potente mai costruito: i piani di Elon Musk per satelliti, intelligenza artificiale e, più avanti, missioni verso Luna e Marte, sono collegati al successo dell'operazione.
Il 14esimo lancio è previsto dal Texas tre anni dopo il primo volo di prova e pochi mesi dopo la quotazione in Borsa di giugno.
Via, verso l'orbita circolare
Finora Starship ha volato solo su traiettorie suborbitali, più sicure e meno impegnative: circa 26mila chilometri orari a oltre 160 chilometri di quota, senza la velocità necessaria a non ricadere. Stavolta l'obiettivo è un'orbita circolare a 275 chilometri dalla Terra, a quasi 28mila chilometri orari, in una missione di circa dieci ore. Lo stadio superiore dovrà riaccendere i motori dopo il lancio e mettere in orbita 26 satelliti Starlink di nuova generazione. "È la parte più difficile", spiega Kathleen Curlee, analista del Center for Security and Emerging Technology della Georgetown University, perché il razzo "deve fare cose diverse quando si trova sottoposto a differenti livelli di gravità".
Razzi e telefonini
La posta in gioco è industriale prima ancora che tecnica. I satelliti V3, più capaci dei precedenti, hanno bisogno di Starship per entrare in servizio e permetterebbero a Starlink, che oggi conta oltre 11mila satelliti e più di 12 milioni di clienti, di estendersi alla telefonia mobile. SpaceX parla di una "nuova ed entusiasmante fase", che comprenderà anche i test di rifornimento in orbita. Il precedente volo di luglio è stato in gran parte un successo, con dati preziosi sullo scudo termico.
Data center per l'IA nello spazio
Secondo Barron's, con Starship pienamente operativo SpaceX lancerà anche i satelliti Starmind, pensati per costruire in orbita un grande centro di calcolo per l'intelligenza artificiale sfruttando l'energia solare e il vuoto dello spazio. I primi lanci potrebbero arrivare già a fine 2027, con la costellazione in espansione dal 2028. Riutilizzare entrambi gli stadi del razzo è la chiave per abbattere i costi.
E' già finito il tempo dei visionari
Lo spazio sta diventando un settore che gli analisti guardano con freddezza industriale. "Lo spazio non è un mercato unico, ma una costellazione di mercati esistenti e potenziali", scrive Michael Beckwith, Equity Portfolio Manager di Capital Group, in un report che individua sei direttrici di investimento nella space economy: dai costi di lancio in caduta libera — da 54.000 a 2.700 dollari al chilogrammo grazie alla riutilizzabilità dei razzi — alla connettività satellitare diretta agli smartphone, fino ai data center orbitali e alla produzione in microgravità. Il settore, oggi da 630 miliardi di dollari, dovrebbe salire a 1.800 miliardi entro il 2035 secondo il World Economic Forum. Per Beckwith "la maggior parte delle opportunità di guadagno risiede in questi settori a valle, non nel lancio" dei razzi, mentre le applicazioni più ambiziose — dalla produzione farmaceutica in orbita ai voli intercontinentali in 45 minuti — restano "opportunità da cogliere tra 10 e 30 anni".
Una lettura convergente, ma più cauta sui tempi e sulla selezione, arriva da Marco Mencini, Head of Research di Plenisfer Investments, secondo cui "non è sufficiente identificare un mercato in crescita" ma occorre capire "quali componenti diventeranno indispensabili" e "dove si formeranno i colli di bottiglia". Mencini scompone la filiera in tre livelli — accesso allo spazio, infrastruttura orbitale e infrastruttura terrestre/computazionale — individuando nella trasmissione dei dati uno snodo critico: le comunicazioni laser, più efficienti delle tradizionali radiofrequenze, potrebbero contare entro il 2032 su oltre 47.000 terminali in orbita, per un mercato da 6,5 miliardi di dollari.
Quattro i motori di crescita strutturale indicati dall'analista: l'aumento dei dati satellitari abilitato dall'intelligenza artificiale, la spesa per la difesa (i budget spaziali europei sono saliti del 12% nel 2025, a 13,5 miliardi di euro), la ricerca di autonomia strategica — con il programma europeo IRIS² e i suoi 348 satelliti — e la sicurezza delle comunicazioni.
Come investire nella space economy e nell'AI tramite ETF
La Borsa italiana offre alcuni strumenti specifici per operare direttamente su questi due temi caldi. Segnaliamo i seguenti ETF:
ETF a replica fisica totale che segue l'indice WisdomTree Space Economy UCITS. Investe in società dei mercati sviluppati ed emergenti attive nell'economia spaziale, offrendo esposizione all'intera filiera del settore: sistemi di lancio, infrastrutture orbitali, servizi spaziali commerciali, connettività satellitare, difesa spaziale e tecnologie emergenti. Consente di partecipare allo sviluppo di un settore innovativo e in espansione. Il fondo è denominato in USD, senza copertura valutaria, ed è ad accumulazione dei dividendi. TER: 0,50% annuo. Patrimonio gestito: circa 10 milioni di euro
ETF azionario a replica fisica totale, che segue l'indice STOXX Global Space Satellites and Drones. Investe in società dei mercati sviluppati ed emergenti operanti nei settori spaziale, satellitare e dei droni. Offre esposizione globale a un comparto tecnologico innovativo, comprendente infrastrutture spaziali, comunicazioni satellitari e tecnologie aerospaziali, consentendo di partecipare allo sviluppo dell'economia spaziale. Il fondo è denominato in USD, senza copertura valutaria, ed è ad accumulazione dei dividendi. TER: 0,50% annuo. Patrimonio gestito: circa 24 milioni di euro.
Obiettivo dell'ETF (WTAI) è quello di replicare il rendimento dell'indice Nasdaq CTA Artificial Intelligence. A sua volta l'indice monitora le società di intelligenza artificiale (IA) identificate dalla Consumer Technology Association come Enabler, Engager o Enhancer (CTA) dell'IA. I titoli inclusi sono filtrati in base a criteri ESG. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione Euro. Non distribuisce dividendi. Commissioni totali annue 0,40%. Leggi attentamente il Documento KID.

Da inizio 2026: +51,1%
L'ETF (AIAI) replica l'indice ROBO Global Artificial Intelligence, che fotografa la performance di aziende che hanno un'elevata porzione della propria attività e dei relativi ricavi derivante dal settore dell'Intelligenza Artificiale. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,49% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi sono reinvestiti. Leggi attentamente il KID.
Da inizio 2026: +41,7%
L'ETF (XAIX) replica l'indice Nasdaq Global Artificial Intelligence and Big Data, che fotografa l'andamento delle società internazionali del settore di intelligenza artificiale, big data e sicurezza informatica. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG). L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,35% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono reinvestiti. Leggi attentamente il KID.

COMUNICAZIONE DI MARKETING
In questo articolo
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

