COMUNICAZIONE DI MARKETING
OpenAI macina ricavi e vale già 1.400 miliardi di dollari
Axios scrive che i ricavi annualizzati di OpenAI sfiorano i 70 miliardi, cresce soprattutto l'area del servizio alle aziende, quella a più alto margine. Trump cambia idea e mette un guinzaglio all'AI

Photo by d3sign/Getty Images
OpenAI vale 1.400 miliardi
La società pioniera dell'intelligenza artificiale, OpenAI, punta a raccogliere almeno 30 miliardi di dollari, il punto di partenza della richiesta è una valutazione di circa 1.400 miliardi, scrive Bloomberg.
Il round di finanziamento dovrebbe fare da ponte in attesa dell’IPO, di recente rinviato: in caso andasse in porto l’operazione, la società di ChatGPT supererebbe la rivale Anthropic in termini di valore. A marzo l'azienda del ceo Dario Amodei aveva raccolto 122 miliardi con una valutazione di 852 miliardi.
Gli obiettivi di reperimento delle risorse dovrebbero essere raggiunti perché il business di OpenAI sta accelerando. Secondo Axios, i ricavi annualizzati sfiorano i 70 miliardi, in crescita di oltre il 70% dall'inizio del terzo trimestre. Quelli dai clienti aziendali sono più che raddoppiati, mentre sul fronte dei consumatori OpenAI ha incassato nel trimestre più che in tutto il 2025.
Reazioni in borsa
Le due indiscrezioni sull’andamento del business di OpenAI stanno lasciano il segno a Wall Street, Oracle sale del 7% nel preborsa, Microsoft ha girato al rialzo.
Un guinzaglio all'intelligenza artificiale
La scorsa settimana OpenAI aveva rinviato il debutto a Wall Street giustificando la decisione con la necessità di adattarsi al nuovo livello di capacità, anche distruttive, dell’intelligenza artificiale. Lunedì è arrivata la decisione di non rilasciare il modello GPT-6.1 Astra, giudicato non conforme agli standard interni. Sta emergendo, persino dall'interno di questa nascente industria, la necessità di mettere guardrail, anche etici. Anche la Casa Bianca si è mossa.
Il presidente Donald Trump ha annunciato un accordo volontario con i dirigenti apicali delle maggiori aziende di intelligenza artificiale, riuniti per l’occasione ieri sera a cena alla Casa Bianca. Nel documento, pubblicato subito su Truth, si parla di verifiche interne ed esterne, oltre che di forme di ”autocontrollo”, da rafforzare.
Questi i firmatari: Dario Amodei (Anthropic), Sundar Pichai (Google), Mark Zuckerberg (Meta), Greg Brockman (OpenAI), Jensen Huang (Nvidia) ed Elon Musk (xAI, ora parte di SpaceX).
A breve, ma non è chiaro da quando, saranno avviati controlli interni, ci sarà poi un revisore esterno indipendente che ne verifichi l'efficacia e un comitato del consiglio di amministrazione in ogni società per esaminare le relazioni dei revisori. Il testo ammette che in futuro potrebbe essere opportuno tradurre questi impegni in leggi. Trump l'ha definito “moralmente vincolante” e ha annunciato che nominerà a breve un responsabile.
Scettici gli esperti: Robin Jia, dell'Università della California del Sud, mette in guardia dal riporre troppa fiducia nell'autocontrollo, mentre Alex Pascal, del Berkman Klein Center, chiede responsabilità legale e regole solide.
Superintelligenza: SI al posto di AI
Trump ha anche firmato un ordine esecutivo che impone a dipartimenti e agenzie governative di adottare il termine “superintelligenza” e la sigla "SI" nella corrispondenza, nelle comunicazioni pubbliche e nei documenti di indirizzo politico. Sarà abbandonata la precedente denominazione AI.
Il Consiglio dei consulenti presidenziali per la scienza e la tecnologia sono stati inoltre incaricati di proporre una definizione federale di "superintelligenza" e individuare le ulteriori azioni esecutive necessarie per applicarla.
I neo luddisti sono tanti
La decisione punta a migliorare l'immagine della tecnologia mentre negli Stati Uniti crescono le critiche all'impatto dei centri dati sulle comunita' e ai rischi dei sistemi piu' avanzati. A questo proposito, il deputato Jamie Raskin, Democratico del Maryland ed esponente di spicco del Partito Democratico nella Commissione Giustizia della Camera, ha inviato ieri diverse lettere ad Amazon, Google (Alphabet), Meta Platforms e Oracle. Nelle missive, secondo quanto emerso dalle copie visionate dal Wall Street Journal, Raskin richiede informazioni sugli accordi di riservatezza sottoscritti da tali aziende con i funzionari pubblici in merito alla realizzazione dei data center.
"I cittadini non possono valutare il rapporto costi-benefici di un progetto, chiedere conto dell'operato dei funzionari o tutelare le proprie risorse quando le condizioni fondamentali rimangono segrete".
Come investire sull'IA tramite ETF
La Borsa italiana offre alcuni strumenti specifici per operare direttamente su un tema "caldissimo". Segnaliamo i seguenti ETF:
Da inizio 2026: +48,0%
Obiettivo dell'ETF (WTAI) è quello di replicare il rendimento dell'indice Nasdaq CTA Artificial Intelligence. A sua volta l'indice monitora le società di intelligenza artificiale (IA) identificate dalla Consumer Technology Association come Enabler, Engager o Enhancer (CTA) dell'IA. I titoli inclusi sono filtrati in base a criteri ESG. Valuta di denominazione USD. Valuta di quotazione Euro. Non distribuisce dividendi. Commissioni totali annue 0,40%. Leggi attentamente il Documento KID.

Da inizio 2026: +57,0%
L'ETF (AIAI) replica l'indice ROBO Global Artificial Intelligence, che fotografa la performance di aziende che hanno un'elevata porzione della propria attività e dei relativi ricavi derivante dal settore dell'Intelligenza Artificiale. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,49% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi sono reinvestiti. Leggi attentamente il KID.
Da inizio 2026: +41,0%
L'ETF (XAIX) replica l'indice Nasdaq Global Artificial Intelligence and Big Data, che fotografa l'andamento delle società internazionali del settore di intelligenza artificiale, big data e sicurezza informatica. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG). L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,35% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi dell'ETF sono reinvestiti. Leggi attentamente il KID.

COMUNICAZIONE DI MARKETING
In questo articolo
Roadshow Websim | settembre, ottobre 2026

