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Chip, volano gli utii e i ricavi delle società, cadono i titoli

L’indice SOX dei semiconduttori perde il 3,5% e punta alla settima seduta consecutiva di ribasso, dal sei di ottobre il calo è del 15%, dal massimo storico di giugno è del 22%

Autore: Marino Masotti
Connessioni di luce su sfondo nero, rappresentano reti di dati.

Salgono i ricavi cadono i titoli  

Le società dei semiconduttori sono in un momento magico per quanto riguarda l’andamento del business, quasi tragico per quel che riguarda l’andamento dei titoli in borsa.
I timori per l'agguerrita concorrenza cinese si stanno sommando ai dubbi sulla reale sostenibilità del boom legato all'intelligenza artificiale. 
L’indice SOX dei semiconduttori perde il 3,5% e punta alla settima seduta consecutiva di ribasso, dal sei di ottobre il calo è del 15%, dal massimo storico di giugno è del 22%. Anche dopo la vertiginosa caduta degli ultimi giorni, il rialzo da inizio anno resta molto ampio, +60%.  
L'indice Kospi di Seul ha chiuso in calo del 7,7%, sui minimi da aprile.

La prudenza di TSMC  

In questo clima di fuga degli investitori dal settore, Taiwan Semiconductor Manufacturing Co (TSMC), il più grande produttore di chip avanzati al mondo, ha comunicato stamattina di aver chiuso il terzo trimestre con un utile netto record di 763,1 miliardi di dollari taiwanesi (circa 23,59 miliardi di dollari USA), in crescita del 69% rispetto all'anno precedente e battendo le stime degli analisti.

Nonostante una domanda definita "estremamente robusta" per i suoi chip e per la tecnologia di packaging avanzata CoWoS, l'amministratore delegato C.C. Wei ha parlato con prudenza del 2027. La leadership aziendale monitora con attenzione la debolezza dei segmenti di consumo più sensibili al prezzo, frenati dall'aumento dei costi dei componenti e dalle incertezze macroeconomiche.

Ciononostante, i fondamentali a breve termine restano solidi: TSMC prevede per il quarto trimestre ricavi fino a 54,3 miliardi di dollari (+61% su base annua) e ha confermato per il 2026 una crescita del fatturato del 44%, mantenendo invariata la spesa in conto capitale tra i 60 e i 64 miliardi di dollari.

Nel frattempo, sul fronte geopolitico, mentre la costruzione della seconda fabbrica in Arizona procede in anticipo sulla tabella di marcia in vista della produzione di massa nel 2027, TSMC sta valutando nuovi massicci investimenti nello stato del Texas su esplicita richiesta dei grandi clienti americani. 

Cadono anche i bond collegati all'AI

Le società dei chip cadono sul mercato azionario, franano le società del tech nel mercato del credito. Il costo per assicurarsi contro il default delle aziende tecnologiche statunitensi ha toccato i massimi storici, segnalando crescenti tensioni finanziarie legate agli enormi investimenti infrastrutturali nell'intelligenza artificiale.

I dati macroeconomici sull'inflazione USA, superiori alle aspettative, e le conseguenti previsioni di tassi d'interesse elevati, si stanno scontrando con i dubbi degli investitori sulla rapidità con cui i massicci investimenti nei data center si tradurranno in profitti reali.

I Credit Default Swaps (CDS) stanno inviando segnali di allarme inequivocabili: se i contratti a cinque anni del gigante del cloud Oracle si sono attestati a 288 punti base e quelli di SoftBank sono saliti a 424 punti base, la situazione più drammatica riguarda CoreWeave.

I CDS dell'operatore di data center sono letteralmente esplosi oltre i 1.000 punti base, implicando un rischio di default del 63% nei prossimi cinque anni. Con un debito monstre di quasi 50 miliardi di dollari, CoreWeave viene definita dagli analisti di XTB come "il canarino nella miniera di carbone" del settore.

I prezzi dei suoi bond sono crollati a 78 centesimi sul dollaro, portando i rendimenti sopra il 16% e confermando il forte scetticismo dei mercati sulla capacità delle aziende altamente indebitate di sostenere i costi degli interessi prima di generare flussi di cassa stabili. 

Il crollo può essere un pungolo alle aziende 

Nonostante il forte nervosismo, diversi analisti invitano alla calma. Nicolas Gaudois di UBS ha sottolineato come i timori legati alla concorrenza cinese nei confronti dei produttori coreani di memorie siano eccessivi, in quanto i prodotti made in China sono in fase embrionale di campionamento e ci sarà bisogno di ingenti sforzi di sviluppo prima di raggiungere un'efficienza competitiva.

Con i titoli dei chip in calo del 19% rispetto ai picchi di settembre, gli analisti di UBS e J.P. Morgan ritengono che questa correzione debba spingere le aziende del settore a focalizzarsi sul ritorno di valore per gli azionisti attraverso dividendi e buyback, una richiesta che si fa sempre più pressante da parte della comunità finanziaria globale. 

Investire sul settore semiconduttori tramite ETF

La Borsa italiana offre alcuni strumenti specifici per operare direttamente su un tema "caldissimo". Segnaliamo i seguenti ETF:

 

WisdomTree PHLX Semiconductor 3x Daily Leveraged è un ETP/ETN a replica sintetica, realizzata tramite swap interamente collateralizzato, che mira a fornire 3 volte la performance giornaliera del PHLX Semiconductor Sector Net Total Return Index. Offre un’esposizione a leva alle principali società attive nel settore dei semiconduttori, comparto strategico per intelligenza artificiale, data center, elettronica e tecnologie avanzate. La leva +3x viene ricalcolata giornalmente, rendendo il prodotto principalmente adatto a strategie di breve periodo. I proventi sono capitalizzati, il MER è dello 0,75% annuo e il patrimonio gestito è di circa 12,29 milioni USD.
ISIN - XS3091657729

 

Da inizio 2026: +86,4%

L'ETF (SEME) replica l'indice MSCI ACWI IMI Semiconductors & Semiconductor Equipment ESG Screened Select Capped, CHE replica aziende a grande, media e bassa capitalizzazione tra 23 mercati sviluppati e 24 mercati emergenti che sono attive nell'industria dei semiconduttori. I titoli azionari inclusi sono filtrati a seconda dei criteri ESG. L’indice di spesa complessiva (TER) è pari allo 0,35% annuo. Replica fisica totale (acquistando tutti i componenti dello stesso). I dividendi sono accumulati e reinvestiti nell'ETF. Leggi attentamente il KID.

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