Oltre le big tech USA: come diversificare con ETF fattoriali ed equal
Elena Baccani di L&G illustra tre possibili soluzioni per ridurre la concentrazione americana, ma senza rinunciare alla crescita delle imprese a stelle e strisce
Un ETF "World" fa sentire diversificati, ma il peso degli Stati Uniti resta dominante, con i rendimenti guidati da poche grandi società tecnologiche. È il punto di partenza dell'ultima puntata di ETF sul Ring, in cui Elena Baccani di L&G illustra alcune possibili soluzioni per ridurre la concentrazione, ma senza rinunciare alla crescita americana.
Il nodo della concentrazione
Essere consapevoli della concentrazione che si ha nel proprio portafoglio è fondamentale, soprattutto quando un indice globale si somma a una scommessa sull'intelligenza artificiale e sulle "Magnifiche Sette". Tutte tematiche a forte trazione statunitense. Per Baccani, è strategico affiancare all'esposizione globale soluzioni che riducono il peso della capitalizzazione, come gli ETF fattoriali o quelli equal weight, considerando la distribuzione geografica.
Gerd Kommer Multifactor
Siamo così arrivati a Gerd Kommer. Si tratta di un ETF fattoriale, che pertanto non replica passivamente un indice, ma seleziona e premia le società in base a determinate caratteristiche, i cosiddetti fattori. Il prodotto è stato costruito grazie, appunto, a Gerd Kommer, autore di diversi libri e figura molto seguita in Germania, che l'ospite ha descritto come il "Papa degli ETF" nel Paese.
Alla base ci sono le sue convinzioni di investimento, partendo da un universo globale di circa 4.500 titoli, tra mercati sviluppati ed emergenti. Sopra questa base si applicano alcuni fattori, tra cui value, size e momentum.
Il risultato è una distribuzione geografica più ampia, e una minore concentrazione sui grandi titoli tech, rispetto a un classico MSCI World.
WTW Global Equity Diversified
Un altro prodotto è l'ETF L&G WTW Global Equity Diversified, descritto da Baccani come "semi attivo". Replica l'MSCI ACWI ma lo ridisegna con l'obiettivo di sovraperformarlo di circa lo 0,75% annuo al netto dei costi, puntando sui fattori value, quality e momentum. Ogni titolo ha dei limiti di peso, per controllare il rischio, e l'obiettivo è anche una volatilità inferiore rispetto a un classico azionario globale.
S&P 100 Equal Weight
Il terzo e ultimo strumento citato da Baccani è l'ETF S&P 100 Equal Weight, in cui ogni società pesa tendenzialmente l'1%. È pensato per chi crede nella crescita americana e nella tecnologia ma non vuole puntare sempre sugli stessi pochi titoli.
Baccani non ha nascosto i limiti: negli ultimi anni, con pochi nomi a trainare i mercati, l'equal weight ha reso meno dell'S&P 500, e la scelta tra i due dipende dal contesto di mercato oltre che dal portafoglio di ciascun investitore. Sul lungo periodo, a partire dal 2000, ha invece mostrato una sovraperformance rispetto all'indice a capitalizzazione.
Si possono comprare tutti e tre?
La risposta di Baccani è netta: meglio di no. Il Gerd Kommer e il WTW Global Equity Diversified sono in buona parte simili e hanno molta sovrapposizione. Per chi cerca diversificazione, meglio sceglierne uno. L'equal weight sull'S&P 100, invece, può affiancare uno dei due come complemento, per non perdere la crescita americana delle prime 100 aziende.
Spotify Amazon Music Apple Podcast
Comunicazione di marketing: i prodotti di cui si parla nel podcast sono:
-
L&G Gerd Kommer Multifactor Equity UCITS ETF – ISIN: IE0001UQQ933
-
L&G WTW Global Equity Diversified UCITS ETF – ISIN: IE000GUIUCJ1
-
L&G S&P 100 Equal Weight UCITS ETF – ISIN: IE000YELA4E3
