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JPMorgan: Wall Street sottostima gli effetti della guerra con l'Iran

Gli analisti americani hanno abbassato l'obiettivo sull'S&P500, avvertendo che i mercati sono ancora troppo sicuri di sé riguardo al conflitto con l'Iran

Autore: Redazione
Iconica statua del toro simbolo di Wall Street vista dal davanti, su base in bronzo

Canva

La guerra in Iran, giunta alla quarta settimana, ha avuto su Wall Street contraccolpi più contenuti rispetto al resto del mondo: dalla chiusura del 27 febbraio ad oggi l'indice S&P500 ha perso il -4%, mentre il NASDAQ Composite ha ceduto poco più di due punti percentuali.

Ben più critiche le situazioni per le borse europee dell'Asia-Pacifico, dove gli indici Stoxx 600 e MSCI Asia-Pacific nello stesso lasso di tempo hanno ceduto quasi il -9%. A livello globale, l'indice MSCI World ha lasciato sul terreno quasi il -6%.   

Le azioni americane si sono dimostrate piuttosto resilienti, nonostante il continuo aumento dei prezzi del petrolio dall'inizio della guerra. Wall Street è diventata molto meno sensibile alle oscillazioni dei prezzi del petrolio dopo che gli Stati Uniti sono diventati esportatori di greggio e gas naturale.

Tuttavia, JPMorgan ha deciso di abbassare il suo obiettivo per l'S&P500 a fine 2026 da 7.500 a 7.200 punti, avvertendo che gli investitori sono diventati troppo sicuri di sé, convinti che i picchi dei prezzi del petrolio saranno di breve durata.

Il mercato azionario statunitense si è dimostrato resiliente nonostante l'impennata dei prezzi del petrolio dall'inizio della guerra con l'Iran, quasi tre settimane fa.

JPMorgan ha affermato che questa relativa calma si basa su un "assunto ad alto rischio" da parte degli investitori, che ha portato a un senso di eccessiva sicurezza riguardo alla guerra.

"Riteniamo che il mercato stia scontando una rapida fine del conflitto in Medio Oriente e la riapertura dello Stretto, attribuendo una bassa probabilità a un potenziale impatto negativo sulla domanda", ha affermato JPMorgan. "Si tratta di un'ipotesi ad alto rischio, dato che le correlazioni tra l'indice S&P500 e il prezzo del petrolio tendono a diventare sempre più negative dopo un'impennata del prezzo del petrolio di circa il 30%".

Gli analisti hanno affermato che gli investitori si sono limitati a coprirsi dai rischi piuttosto che a ridurli, spiegando che i settori ad alto rischio e speculativi del mercato, come il software, le azioni sudcoreane e le criptovalute, hanno subito un calo, eliminando parte dell'eccesso di speculazione, ma la compiacenza persiste.

"Gran parte dell'attenzione del mercato si è concentrata sull'impatto inflazionistico derivante dall'aumento dei prezzi del petrolio, ma a nostro avviso la questione più importante e rilevante riguarda il potenziale meccanismo di trasmissione negativa sulla domanda qualora lo Stretto non venisse riaperto", hanno scritto gli analisti.

Analisi tecnica S&P500

La tendenza di fondo è strutturalmente rialzista e sorretta dalla trendline sotto evidenziata. La prima area supportiva di rilievo si colloca nel range 6.200/6mila punti. Soglia discriminante verso 5.500 punti. Operatività. Approfittare preferibilmente delle fasi correttive verso 6mila punti per comprare sulla debolezza. Stimiamo un obiettivo per fine 2026 in area 7.700 punti. Soglia discriminante ed eventuale stop loss a 5mila punti.

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Investire sull'S&P500 in chiave speculativa

Diverse le opportunità presenti su Borsa Italiana per replicare l'andamento dell'indice S&P500 in ottica speculativa e di lungo termine. 

 

L'ETP WisdomTree S&P500 3x Leverage Daily (3USL) punta a replicare la performance giornaliera netta dell'indice S&P500 moltiplicata per 3 e aggiustata per i costi inerenti per mantenere la posizione a leva. Leggi il documento KID.

 

L'ETP WisdomTree S&P500 3x Short Daily (3USS) punta a replicare la performance giornaliera netta inversa (SHORT) dell'indice S&P500 moltiplicata per 3 e aggiustata per i costi inerenti per mantenere la posizione a leva. Leggi il documento KID.

Replicare l'S&P500 senza la copertura del cambio

Il seguente ETF consente di andare al rialzo in ottica di lungo periodo tenendo aperto il rischio cambio euro-dollaro: 

 

Da inizio 2026: -2,50%

L'ETF (VUAApunta a replicare l'andamento dell'indice S&P500 e costituisce una opportunità per investire sui titoli statunitensi a larga capitalizzazione con un'alta diversificazione. Commissioni totali annue 0,07%. Valuta di denominazione USD. Quotazione in EURO. Non distribuisce dividendi, che vengono capitalizzati. Leggi il documento KID.

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Investire sull'eccellenza dell'S&P500

 

Da inizio 2026: -4,50%

Lo strumento (US100) fa riferimento all'indice Megacap 100, che presenta un mix distintivo di crescita e diversificazione settoriale, pur essendo meno dipendente dalla tecnologia rispetto al più noto Nasdaq 100. Offre un’esposizione azionaria sostenuta da fondamentali storicamente solidi, da una crescita costante degli utili e da una solida dinamica dell’indice. Non distribuisce dividendi. La valuta di riferimento è il dollaro Usa. Commissioni totali annue (TER) 0,09%. Leggi il documento KID.

Replicare l'S&P500 con la copertura del cambio

Il seguente ETF consente di andare al rialzo in ottica di lungo periodo senza leva coprendo il rischio cambio euro-dollaro: 

 

Da inizio 2026: -5,0%

L’obiettivo dell'ETF (SPXE) consiste nel replicare il rendimento delle società ad alta capitalizzazione dell'indice S&P500 con la copertura del rischio cambio Euro-Dollaro. Commissioni totali annue 0,05%. Non distribuisce dividendi. Valuta di denominazione Euro: le azioni della Categoria EUR Hedged sono emesse in Euro. Leggi il documento KID. 


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